Franco Sarcina, Il Sole 24 Ore 8/2/2012, 8 febbraio 2012
PER L’ECONOMIA CONTO DEI DANNI A UN MILIARDO
Un costo ingentissimo, che raggiunge – secondo le stime di Confagricoltura, se si conteggiano sia i danni diretti sia quelli indiretti – una cifra fra i 400 e i 500 milioni di euro. La morsa del gelo e della neve che ha colpito in questi giorni la Penisola ha un prezzo elevatissimo per il settore primario italiano e, se la si somma ai danni subiti dall’industria (si veda Il Sole 24 Ore del 3 febbraio, pag. 23), circa 100 milioni di euro al giorno, a quasi una settimana dalla prima nevicata ormai il conto per l’economia del Paese si aggira intorno al miliardo di euro.
Nelle regioni maggiormente colpite dal gelo, Confagricoltura ha fornito delle stime di dettaglio. In Piemonte, si registra un danno di circa 50 milioni di euro, di cui 20 per il comparto orticolo e 30 per la frutta, con perdite che l’associazione definisce «irrimediabili» per le coltivazioni in pieno campo. In Liguria il conto è di 5 milioni di euro, con danni particolarmente ingenti per il settore floricolo e per le serre, e con aziende e agriturismi isolati. In Lombardia sono state colpite tutte le attività, così come in Veneto; la stima dei danni in Emilia-Romagna è di 150 milioni di euro. Grave anche la situazione nel Centro Italia, con l’Abruzzo in ginocchio, con danni che non possono ancora essere quantificati con precisione, così come nel nord del Lazio, nel frusinate e in Molise, ma la situazione è grave anche nelle Marche e in Umbria. In Sardegna la zootecnia soffre per la carenza di foraggio, mentre i danni in Campania fanno temere ripercussioni sull’occupazione.
Le forniture di verdure e di altri prodotti deperibili sono già scese – secondo una stima Coldiretti – del 30% nelle regioni interessate dal maltempo, con consegne che procedono a macchia di leopardo: in alcuni paesi isolati i negozi sono addirittura chiusi, mentre la situazione sta migliorando nelle grandi città come Roma.
In calo anche del 20% gli acquisti quotidiani di frutta e verdura, per effetto del gelo e della neve che spingono gli italiani a rimanere in casa e hanno svuotato gli scaffali di molti punti vendita. La situazione resta difficile lungo tutta la penisola per quanto riguarda i mercati generali all’ingrosso di frutta e verdura, dove è facile reperire prodotti locali ma mancano quelli che devono subire lunghi trasporti, mentre il gelo ha spesso danneggiato il prodotto scaricato.
A frenare gli acquisti al dettaglio è anche il rialzo dei prezzi che si sta verificando soprattutto, secondo il servizio Sms Consumatori, per biete, broccoli, carciofi, cavolfiori, indivia e scarola. Se in parte leggeri aumenti sono giustificati – sottolinea Coldiretti – dall’effetto delle gelate, non sono però purtroppo mancati casi episodici di speculazioni, con prezzi al dettaglio anche triplicati. Aumenti che sono stati quantificati anche dall’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, secondo il quale l’aggravio per la spesa mensile è già ora del 10% ma che, se la situazione si prolungherà, potrebbe toccare il 40% in più, pari a 132,89 euro a famiglia.
Oltre ai danni già subiti dalle colture invernali, il rischio è che il freddo perduri e porti alla morte anche viti e ulivi, come già avvenne nel 1985, con danni incalcolabili e destinati a durare nel tempo. In pericolo inoltre anche almeno un milione di animali di allevamento, a causa del rischio di rimanere senza acqua e cibo.
Anche Cia-Confederazione italiana agricoltori denuncia le speculazioni in atto sui prezzi. L’associazione stima danni a un quarto dei campi coltivati ad ortaggi, con l’impossibilità di traportare 200mila tonnellate di merci e 60mila strutture aziendali agricole distrutte o danneggiate.