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 2012  febbraio 08 Mercoledì calendario

Altro che bamboccioni sono italiani i registi dei cartoon americani - Fortuna che ci sono loro a scon­fessare le sparate sui «bamboccio­ni », «mammoni» e cercatori di «posto fisso»

Altro che bamboccioni sono italiani i registi dei cartoon americani - Fortuna che ci sono loro a scon­fessare le sparate sui «bamboccio­ni », «mammoni» e cercatori di «posto fisso». «Loro» sono i nostri più geniali artisti visivi che sono andati a lavorare all’estero. Qual­che s­ettimana fa non avevamo fat­to in tempo a scrivere che a dirige­re il corto La luna , prodotto dalla mitica Pixar (verrà proiettato pri­ma dell’attesissimo Brave­Corag­giosa e ribelle in uscita in tutto il mondo quest’estate),c’era un ita­liano, Enrico Casarosa, che già l’Academy hollywoodiana l’ha in­­tercettato e inserito nella cinqui­na dei candidati all’Oscar. Men­tre oggi veniamo a sapere che un altro connazionale, Alessandro Carloni, 33 anni, è stato chiamato dalla Dreamworks a dirigere Me & My Shadow , progetto che appro­derà nelle sale l’anno prossimo ma che già conta sull’apporto di doppiatori di lusso come Kate Hu­dson, Josh Gad e Bill Hader. I capi della casa di produzione di grandi successi come Shrek e Kung Fu Panda hanno così spiegato la loro scelta: «Alessandro ha dimostra­to per oltre un decennio di essere un geniale creativo e non vedia­mo l’ora di assistere, pieni di entu­siasmo, al suo debutto da regista con noi». È infatti dal 2002 che Alessan­dro Carloni, nato a Bologna con un’infanzia trascorsa a Urbino, la­vora negli studios californiani ai progetti più importanti, da anima­tore del personaggio principale di Sinbad: leggenda dei sette mari a supervisore dell’animazione per Kung Fu Panda nominato al­l’Oscar, a story artist e animatore in La gang del bosco fino a respon­sabile d­ella storia del recente Dra­gon Trainer , un film che ha contri­buito a salvare: «Dopo due anni di produzione- ha raccontato- la di­rigenza si era accorta che non sta­va venendo il film desiderato, così hanno cambiando team creativo chiamando me e i due registi, Chris Sanders e Dean DeBlois. Mentre loro si occupavano delle prime parti del film, quelle più dia­­logate, io pensavo al terzo atto e al­le parti d’azione». Gli americani hanno voluto un italiano anche perché il film aveva un’ambienta­zione europea: «Il mio ruolo è an­che quello di rendere più “ interna­zionali” le storie realizzate da Dre­amworks, portando una sensibili­t­à europea ed evitando che si abu­si di idee, invece, troppo america­ne. In un certo senso è come se fos­si un supervisore “geografico”», ha avuto modo di spiegare il regi­sta che a 22 anni ha anche diretto un video, diventato famoso, per la canzone Che t’aggia dì con Mina e Celentano in versione paperi. Naturalmente, come in ogni biografia che si rispetti, anche la fortuna ci ha messo lo zampino: «Stavo studiando Lettere e Filoso­fia a Milano e guadagnavo facen­do illustrazioni ma la mia passio­ne era soprattutto scrivere storie, facevo piccoli racconti che pubbli­cavo su giornaletti. È stato unen­do le due cose che è venuta fuori l’animazione. A 17 anni ho avuto un piccolo lavoro in Germania, da lì poi sono andato in Svizzera, Francia, Inghilterra e in giro per l’Europa». Poi nel 2001 ha diretto, con l’amico Gabriele Pennacchio­li, i sette minuti di The Shark and the Piano che ha ottenuto premi in tutto il mondo e incuriosito quelli della Dreamworks che han­no immediatamente assunto la coppia di italici talenti: «Chiun­q­ue faccia cinema in maniera pro­fessionale alla fine arriva ad Hol­lywood perché è il centro cultura­le dell’industria», spiega Carloni che comunque sogna sempre di tornare in Italia per «portare qui il lavoro e il senso della struttura produttiva americana». Intanto però ora è il momento di gettarsi nella grande sfida regi­stica ( verranno usate tecniche mi­ste di animazione, a mano e al computer) per il lungometraggio Me & My Shadow , che racconta la storia di Stan,un’ombra alla ricer­ca di una vita più eccitante perché è stanca di essere attaccata al suo umano, Stanley Grubb, un ragaz­zo davvero timido. Quando un cri­mine scuote la comunità delle om­bre sia Stan che Stanley si trove­ranno in grave pericolo e inizierà un’avventura indimenticabile che li porterà a contrastare una perfida ombra votata al controllo del mondo.