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 2012  febbraio 08 Mercoledì calendario

Addio tesori di famiglia - Raddoppiati in due anni. Gli sportelli cambio-oro conti­nuano a spuntare a ogni an­golo di strada

Addio tesori di famiglia - Raddoppiati in due anni. Gli sportelli cambio-oro conti­nuano a spuntare a ogni an­golo di strada. Ormai le loro inse­gne - con la parole Cash scritta in giallo - sono diventate parte del­l’arredo urbano. Dal 2009 al 2011 si è passati da un rapporto di un cambio-oro ogni 12 mila abitanti a uno ogni 6 mila. Del resto è suffi­ciente uno sgabuzzino e un bilan­cino, e il gioco è fatto. Benvenuti nel mondo dorato dei cambio­oro, dove porti oggetti preziosi e ri­tiri denaro contante. Ma attenzione, in questo cam­po la scena della persona che, «vitti­madellacrisieconomica », ècostret­ta a privarsi dell’ «oro di famiglia»,ri­sulta decisamente marginale; la fo­tografia della realtà presenta inve­ce contorni preoccupanti. Partia­mo da un presupposto: qui gli «affa­ri d’oro » sono soprattutto per chi ge­stisce queste attività ad «altissimo tasso truffaldino» (la definizione è della Guardia di Finanza, cui si de­ve l’attento monitoraggio del feno­meno). Un dossier - quello stilato delle Fiamme gialle - che evidenzia due punti fondamentali: 1) L’enorme sviluppo sul territo­rio nazionale dei banchi «cambio­oro » passati, nel giro di un quin­quennio, da 100 mila a 300 mila (30% al Nord, 20% al Centro, 50% al Sud) . 2) L’altissima percentuale di atti­vità illegale che utilizza questo cana­le commerciale per la ricettazione di merce rubata e riciclaggio di de­naro sporco. Precisazione d’obbligo: solo una minoranza di cambio-oro sono controllatidallamalavitaesipresta­no a fare da «lavanderia» per i pro­venti della criminalità organizzata. A garanzia della correttezza dei cambio-oro onesti va sottolineata lameritoriaattivitàsvoltadalComi­tato tecnico-scientifico dell’Asso­ciazione nazionale «Tutela i com­pro oro», il cui presidente, Nunzio Ragno ha dichiarato all’ AdnKro­nos : «Ci stiamo muovendo perché al momento gli operatori non sono investiti da norme chiare, precise e condivise. Sta passando il concetto che i compro-oro sono tutti ricetta­tori, manonèvero, edeveesserecol­pito solo chi va fuori dai ranghi. Non è giusto sparare nel mucchio». La maggioranza dei cambio-oro non hanno infatti nulla da temere dai controlli delle forze dell’ordine. Controlli che però- va precisato- so­no resi difficoltosi da una legislazio­ne che in questo campo presenta non pochi aspetti contraddittori e lacunosi; tutt’ora lo status giuridico dei negozi cambio-oro rimane in­fatti in una zona d’ombra normati­va all’interno della quale i «mana­ger » della malavita hanno gioco fa­cile a intrufolarsi. Unmotivoinpiùperseguireicon­sigli delle associazioni dei consu­matori. «Rispetto allo scorso anno il 30% in più dei consumatori ha ven­duto i propri gioielli presso un com­pro­ oro,- dichiara Carlo Pileri, pre­sidente dell’Adoc - . Oggi i compro­oro­sono frequentati da ogni tipolo­gia di consumatore, dal pensionato al dipendente, dal padre di famiglia allo studente. Il giro d’affari è enor­me, ogni attività genera un flusso economico di circa 350mila euro l’anno, in totale vengono mossi qua­si 2 miliardi di euro l’anno su tutto il territorio». «Purtroppo non di rado capita di venire truffati presso i compro-oro - continua Pileri - dove l’oro viene valutatotroppopocorispettoalrea­le valore di mercato. Colpa di una pubblicità poco trasparente, che non fa distinzione tra oro a 18K e oro puro, bilance truffaldine e scar­sa attenzione alle quotazione gior­naliere del metallo prezioso. Occhio quindi ai finti affari d’oro, e alle vere facce di bronzo.