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 2012  febbraio 08 Mercoledì calendario

E adesso scaldatevi e accendete la luce con il fotovoltaico - Mi dicono che nei talk-show di questi giorni si gioca a fare gli Am­let­o e ci si interroga sulle responsa­bilità

E adesso scaldatevi e accendete la luce con il fotovoltaico - Mi dicono che nei talk-show di questi giorni si gioca a fare gli Am­let­o e ci si interroga sulle responsa­bilità. A Rai1 chiedono a Bonelli, il presidente dei Verdi, di chi è la col­pa. Rai2 lo chiede ai mammasan­tissima di Legambiente, e Rai3 a Mario Tozzi. Nessuno lo chiede a Di Pietro, il quale in questi giorni evita, a ragione, anche di farsi ve­dere. Mi stupisce la smodata im­portanza concessa a questi Verdi. Chi sono costoro? Che ci azzecca­no? Gli italiani li hanno cacciati dal parlamento nazionale, né li hanno fatti entrare in quello euro­peo. Non rappresentano nessu­no. La concessione che loro si fa è coerente solo con lo stato in cui versa, oggi, il nostro Paese, ove il presidente della Repubblica, con un colpo di mano, ha abolito il va­lore legale del voto. Nulla di perso­nale verso Monti, nella cui squa­dra ci sono anche competentissi­mi elementi (penso, ad esempio, al vice-ministro Vittorio Grilli), ma è un fatto che nessuno ha vota­to Monti. Eppure egli è lì. Allo stes­so modo, gli italiani l’hanno espressamente dichiarato: non vogliono essere rappresentati dai Verdi, neanche uno. Eppure co­storo sono lì, a strologare. Come strologa Tozzi, consulente scienti­fico di Legambiente, il quale sfi­dando il ridicolo continua a ripete­re che il pianeta è troppo caldo. In nome di questa colossale panza­na - e qui viene anche Di Pietro - tutti costoro ci spiegano da anni che carbone, gas e petrolio sono il male. Ho avuto l’occasione più di una volta, oltre che significare lo­ro sia la panzana sia l’inconsisten­za della conseguente deduzione, di suggerire timidamente l’uso del nucleare, perché, osservavo, uno dei grandi doveri che avrem­mo nei confronti dei nostri figli è garantire loro la sicurezza di ap­provvigionamento energetico. Che si ha solo da carbone, gas, pe­trolio o nucleare. Mal me ne colse a parlare: avessero potuto menar­mi non avrebbero esitato a farlo. La soluzione, strillavano tutti concordi, è il fotovoltaico (FV). E infatti è grazie a una legge voluta dal governo Prodi, quello con Di Pietro e presidente dei Verdi mini­­stri, tutti noi utenti elettrici stiamo pagando €70 miliardi per gli im­pianti fotovoltaici installati negli ultimi 3 anni. Altre installazioni sono previste dal governo dei tec­nici. Il che mi stupisce perché la questione è proprio, e solo, tecni­ca: il fotovoltaico è inutile alla pro­duzione elettrica. Totalmente inu­tile, per dirla con tutta franchezza. La metà più una manciata degli italiani ha legittimamente deciso di fidarsi di Di Pietro e delle sirene Verdi. Legittimamente, ma improvvi­damente. I Di Pietro e i Tozzi, che hanno indotto tutti noi a preferire di spendere €70 miliardi per im­pianti FV anziché €4 miliardi per un reattore nucleare, dovrebbero ora andare a spiegare a quelle de­cine di migliaia di poveretti di cui la cronaca ci ha informati, che, co­me non è vero che fa freddo e che è il caldo la nostra vera emergenza, non è neanche vero che essi sono rimasti senza corrente elettrica, giacché abbiamo installato 12 gi­gawatt di impianti FV. Illuminate­vi e scaldatevi col fotovoltaico, di­rebbe Di Pietro. E lo direi anche io, se non sapessi che tra quelle deci­ne di migliaia quasi la metà aveva capito. Naturalmente la democra­zia non si fa coi quasi (il che però mi lascia perplesso: che ci fa allora Monti al governo?). Da fedeli soldati, proviamo a ri­petere, in ordine alla produzione elettrica, le cose da fare e quelle da non fare. Deciso no al fotovoltaico e deciso no all’eolico: gli impianti esistenti andrebbero smantellati, ché sono inutili, dannosi e costo­si. No al petrolio, che non va bru­ciato per produrre elettricità. E no, deciso no, ai rigassificatori. Sì al nucleare, che va riavviato. Sì al carbone, il cui uso va incrementa­to. Ni al gas: urgerebbe ridurne l’uso. Una cosa sul gas andrebbe però fatta, e con ragionevole cele­rità. Vi sarebbe la possibilità, gra­zie a una rara e felice circostanza geologica, di realizzare nel Mode­nese­ un deposito naturale che au­menterebbe del 50% la capacità delle nostre riserve strategiche: andrebbe realizzato senza indu­gi. Ultimo, ma non da meno: cer­chiamo di tenere il più possibile lontano dal parlamento i Verdi, i Di Pietro, i mammasantissima di Legambiente. Tutti quelli che ci hanno menati per il naso, insom­ma.