VARIE, 8 febbraio 2012
APPUNTI PER GAZZETTA DEL 9/2/2012. IL DECRETO SVUOTACARCERI, LA BAGARRE LEGHISTA E LA QUESTIONE SE IL GOVERNO MONTI SIA UGUALE O NO AL GOVERNO BERLUSCONI E AGLI ALTRI CHE LO HANNO PRECEDUTO
AAA. REPUBBLICA.IT
ROMA - Il governo, come anticipato dal consiglio dei ministri di ieri 1, ha posto stamani la questione di fiducia nell’Aula della Camera sul decreto legge ’svuotacarceri’. L’annuncio del ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda è stato accolto con una salva di fischi, grida di disapprovazione e cori ’vergogna vergogna’, da parte dei deputati della Lega. Forte malumore si registra però anche in alcune componenti del Pdl. "Mettono la fiducia e se ne vanno! Ci trattano come merda. Siamo ’minus quam merdam’!", è l’amaro sfogo del deputato Maurizio Bianconi, all’uscita dall’aula.
"Dal punto di vista della Lega - commenta il ministro della Giustizia Paola Severino - posso comprendere le ragioni politiche" della protesta, ma "porre la fiducia sul decreto ’svuota carceri’ era assolutamente necessario". "Il problema è esclusivamente legato ai tempi - aggiunge - e i presupposti di necessità e urgenza ci sono. Se c’era una materia su cui si poteva e si doveva fare un decreto d’urgenza era proprio questo".
La conferenza dei capigruppo ha stabilito quindi che il voto sulla fiducia si terrà domani alle 12 e quello finale martedì prossimo. Oggi in mattinata l’aula aveva approvato la richiesta del Pd di anticipare la chiusura della discussione generale poiché il gruppo della Lega sta facendo ostruzionismo da ieri
con interventi ad oltranza e la presentazione di oltre 500 emendamenti.
L’Italia dei valori ha già fatto sapere che voterà contro la fiducia. "Ci costringete a farlo ancora una volta. Sono state chieste troppe fiducie, siete sulla stessa media del governo Berlusconi con la differenza che questo governo non è politico e quindi deve essere quanto mai attento alle esigenze del Parlamento e dei deputati", ha detto Fabio Evangelisti.
Il provvedimento, mirato a contrastare il drammatico problema del sovraffollamento nei penitenziari, era stato varato da Palazzo Chigi lo scorso 16 dicembre 2 e prevede l’ampliamento della possibilità di detenzione domiciliare. In particolare consente l’uscita progressiva dal carcere di circa tremilatrecento detenutiinnalzando fino a 18 mesi la pena residua che si può scontare ai domiciliari. Inoltre sancisce l’uscita dal circuito carcerario per gli arrestati in flagranza di reato, e in generale di quanti alimentano il fenomeno delle cosiddette ’porte girevoli’, entrando in carcere per la sola immatricolazione per poi essere scarcerati o inviati ai domiciliari. In questo caso il beneficio sarebbe di circa 21mila detenuti ’di passaggio’ in meno ogni anno negli istituti detentivi italiani. Il decreto assegna poi 57 milioni all’edilizia carceraria.
Ad ogni modo, ha voluto ribadire oggi il ministro Severino, "nessun delinquente pericoloso sarà lasciato libero di circolare per le strade italiane e ci tengo molto a rassicurare di questo l’opinione pubblica".
(08 febbraio 2012)
BBB. REPUBBLICA.IT. PEZZO DEL 7/2
ROMA - Il Consiglio dei ministri ha autorizzato la fiducia al decreto ’svuota carceri’. "La fiducia è un tema politico da discutere con gli altri ministri. Lo faremo come sempre con il metodo della collegialità", aveva spiegato in mattinata il ministro della Giustizia Paola Severino.
Il decreto, che scade il 20 febbraio, è stato in discussione in mattinata in commissione Giustizia alla Camera. La Lega, contraria al provvedimento sul quale ha fatto ostruzionismo presentando 500 emendamenti, ha abbandonato i lavori della commissione perché, attacca Nicola Molteni, componente del Carroccio in commissione, "il governo è di fatto assente, non sa dare risposte di fronte alle questioni che poniamo". La Lega promette che proseguirà con un "ostruzionismo durissimo anche in Aula" e presenterà una relazione di minoranza sul provvedimento al quale voterà contro. E La Padania titola: "Colpo di spugna. Amnistia sui criminali".
Le difficoltà nell’approvazione del provvedimento si erano già palesate con la bocciatura da parte della commissione Affari costituzionali della norma (cosiddetta "Lusi") che rende retroattiva di un anno la riparazione per ingiusta detenzione. Incidente di percorso che con le modifiche che adesso occorrerà introdurre alla camera obbligherà il testo a tornare in terza lettura al Senato. Per questo il ministro Severino ha convocato una riunione informale nella stanza del presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno alla quale hanno partecipato i relatori Donatella Ferranti (Pd) e Luigi Vitali (Pdl), i capigruppo Enrico Costa (Pdl) e Roberto Rao (Udc).
Alla fine la commissione Giustizia ha dato mandato ai relatori sul decreto svuota carceri per riferire in aula. Il testo, licenziato con i no di Lega e Idv, arriva però in aula con dentro ancora la norma Lusi. Il Pd ad ogni modo presenterà un emendamento soppressivo della norma Lusi che recepisce il parere della Affari costituzionali sulla incostituzionalità del provvedimento. "Si tratta dell’ennesima amnistia mascherata. Siamo molto amareggiati, perché di fatto si tratta di una sconfitta dello stato", ha dichiarato il leader Idv, Antonio di Pietro a proposito del decreto ’svuota carceri’ che domani arriverà in aula alla Camera.
(7 febbraio)
CCC. REPUBBLICA.IT PEZZO DEL 16 DICEMBRE 2011
ROMA - Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato i provvedimenti per l’emergenza carceri, insieme ad alcune misure per velocizzare la giustizia civile, messe a punto dal ministro della Giustizia, Paola Severino. Il ’pacchetto’ prevede diverse misure normative per affrontare l’emergenza dei penitenziari con ampliamento della possibilità di detenzione domiciliare. Approvate anche le misure per il processo penale e per quello civile, che erano all’ordine del giorno. "Quelli che abbiamo approvato sono provvedimenti di emergenza, misure doverose, necessarie e urgentissime, ma la soluzione definitiva non può venire da queste norme, che sono un tampone, bensì da una riforma del sistema carcerario" spiega il Guardasigilli. Che pronuncia parole destinate a far rumore: "’Io non ho mai escluso che l’amnistia e l’indulto siano dei mezzi che contribuiscono ad alleviare l’emergenza carceri, ma ho sempre detto che non sono dei provvedimenti di matrice governativa: se questa indicazione verrà dal Parlamento io non la contrasterò".
Tra i primi effetti del pacchetto, l’uscita progressiva dal carcere di circa tremilatrecento detenuti, per effetto del decreto che alzerà fino a 18 mesi la pena residua che si può scontare ai domiciliari. Inoltre sancisce l’uscita dal circuito carcerario per gli arrestati in flagranza di reato, e in generale di quanti alimentano il fenomeno delle cosiddette ’porte girevoli’, entrando in carcere per la sola immatricolazione per poi essere scarcerati o inviati ai domiciliari.
In questo caso il beneficio sarebbe di circa 21mila detenuti ’di passaggio’ in meno ogni anno negli istituti detentivi italiani. Assegnati, inoltre, 57 milioni per l’edilizia carceraria. mentre per il ministro "occorre valutare se estendere il sindacato di controllo dei parlamentari" alle celle in cui si trovano le persone arrestate in attesa della convalida da parte del magistrato.
I numeri. Il Governo stima che con il decreto legge in vigore potranno esserci fra i 15 ed i 20mila detenuti in meno. Attualmente ci sono nelle carceri italiane circa 67mila detenuti per circa 45mila posti. "Non possiamo quantificare con esattezza - dice Severino - quanti detenuti usciranno. La norma che riguarda le ’porte girevoli’ per coloro che vengono arrestati per soli tre giorni riguarda 15-18mila detenuti. La norma che consente di scontare gli ultimi 18 mesi di pena agli arresti domiciliari riguarda 3mila persone".
Basta "porte girevoli". "Nel giro di 48 ore una persona saprà se dovrà andare in carcere, agli arresti domiciliari o in libertà" dice il ministro della giustizia che si riferisce al "fenomeno delle porte girevoli: vi sono circa 21 mila detenuti che entrano ed escono dal carcere nel giro di 3 giorni. Abbiamo pensato ad una soluzione nella quale il soggetto arrestato, limitandoci a reati di offensività limitata e contenuta e quindi non di allarme sociale, vengano portati direttamente ai luoghi di custodia e nel giro di 48 ore dal giudice che convaliderà l’arresto". Poi, spiega, ci sarà la libertà, gli arresti domiciliari o il carcere senza però passare per quella "ritualità faticosa e umiliante del passaggio in carcere. E’ una difesa sociale e dei diritti di chi viene arrestato". Oggi, ricorda, "il periodo è più o meno il doppio, ora il periodo è abbreviato e non v’è passaggio in carcere". Per Severino "entrare e uscire dal carcere in tre giorni vuol dire creare problemi umanitari, sociali e di sovraffollamento".
Più domiciliari. Per i reati con una pena massima fino a 4 anni sarà possibile a discrezione del giudice applicare la condanna alla "reclusione detentiva ai domiciliari" spiega Paola Severino. "Si passa dal sistema cautelare preventivo - spiega il ministro - al sistema penale vero e proprio, prevedendo accanto alla sanzione della reclusione la reclusione domiciliare, con la prescrizione di particolari modalita’ di controllo: non dei mezzi elettronici, che non ritengo opportuno attivare perchè devono ancora essere sperimentati e dimostrare di avere costi inferiori alla detenzione carceraria". Stando alle previsioni con l’estensione dei domiciliari a chi ha davanti a sè ancora diciotto mesi di detenzione si risparmieranno 375 mila euro al giorno.
"C’è stata collegialità". Il criterio della assoluta collegialita’ è stato pienamente mantenuto anche in questa importantissima occasione - ha detto il ministro della Giustizia, Paola Severino - E’ stato approvato un pacchetto di riforme alcune per l’emergenza carceri", altre riguardano "diritto ed economia" ed "efficienza della giustizia". Rappresentano "le linee portanti che avevo avuto modo di illustrare nelle commissioni di Camera e Senato e che costituiscono il contenuto di tre gruppi di provvedimenti". "Il sovraffollamento delle carceri è il primo dei miei pensieri ed è per questo che ho scelto lo strumento del decreto legge - continua il ministro della Giustizia - E’ tempo di mettere mano ad una seria riforma del sistema penitenziario ma sarei una sognatrice se pensassi di poterlo fare con le forze che mi accompagnano e con i tempi brevi di questo governo".
Controllo sui fondi. "Sarà mia cura -afferma il Guardasigilli - garantire che questo denaro venga speso nel migliore dei modi. Dobbiamo completare delle opere a buon punto di realizzazione, vi sono carceri costruiti a tre quarti, padiglioni che dovrebbero consentire un ampliamento il cui completamento dovrebbe esse4e realizzabile con questo stanziamento. Sono pronta a dare conto di ogni euro che verrà speso, deve essere speso per soluzione problema edilizia carceraria, nei limiti di quello che si può fare con questi mezzi".
Circoscrizioni giudiziarie. "Una giustizia del giudice di pace che funziona meglio è una giustizia più vicina al cittadino e che ha una estrema importanza" continua Severino che ha dato il via libera alla "revisione delle circoscrizioni in attuazione della delega già conferita, iniziando dai giudici di pace, per non avere sprechi"
Le polemiche. "Non è concepibile un provvedimento in materia di custodia cautelare così come ipotizzato dal Governo Monti, significherebbe abbassare la guardia nei confronti del crimine ed uno schiaffo all’impegno delle forze dell’Ordine che già adesso è oltre il limite"afferma in una nota Filippo Ascierto, parlamentare del Pdl. ma dal partito di Berlusconi si alzano altre voci critiche: "Dal foverno provvedimenti inaccettabili" dicono i parlamentari del Pdl Alfredo Mantovano e Guido Crosetto. Per il leghista Sergio Divina il ddl è "un indulto mascherato". Disco verde dal Pd: "Apprezziamo innanzitutto l’approccio innovativo imperniato prevalentemente su un uso più esteso delle misure alternative alla detenzione, sull’indirizzo di depenalizzare quei reati che non rappresentano grave allarme sociale e sul principio di maggiore garanzia e legalità nell’uso della custodia cautelare".
(16 dicembre 2011)