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 2012  febbraio 15 Mercoledì calendario

IL CAPITANO E LA MOLDAVA – DIARIO DI BORDO


Probabilmente, quando hanno scattato la fotografia che vedere alla pagina precedente, Francesco Schettino e Domnica Cemortan non sapevano che sarebbe diventata la prova del loro legame. Il documento, che solo “Chi” è in grado di mostrarvi, risale infatti allo scorso 13 dicembre, esattamente un mese prima che la Costa Concordia finisse contro gli scogli dell’isola del Giglio.

Il comandante e la hostess erano a pranzo in Costa Azzurra, a Villefranche-sur-Mer, durante la sosta di una crociera. La loro intimità è evidente e, quando sarà di dominio pubblico dopo l’incidente del Giglio, verrà persino imputata a Schettino come una “distrazione”. Qui, invece, sembra solo il frutto di tante miglia insieme e di un sentimento, che Domnica ammetterà con incauto candore.
La ragazza, come vediamo anche nelle altre immagini private di cui siamo in possesso, è felice nella città galleggiante della Costa, dove si muove con disinvoltura. Amata da tutti, mascotte dell’equipaggio, disponibile e professionale con i turisti, ha intrecciato un rapporto speciale con Schettino. E lui, con occhiali da top gun, mentre armeggia fra ostriche e granchi, più che un innamorato di Peynet sembra uno che sa godersi la vita. A casa lo attendono una moglie e una figlia e solo a loro e alla sua coscienza, fino a un mese fa, doveva rendere conto.

Domnica non appare preoccupata di chi vive al di là del mare e, al fianco di Schettino, si sente sempre più bella e affascinante. Si concede anche il vezzo di farsi immortalare in bikini nella restroom della nave. Pensa di vivere un film, ma non sa che, di lì a poco, il film diventerà Titanic e Schettino non avrà la tempra di Leo DiCaprio.
Anzi, il capitano, accusato di avere abbandonato nave e naufraghi dopo l’incidente del Giglio del 13 gennaio scorso, rischia grosso. La Procura di Grosseto ha chiesto per lui svariati anni di carcere per omicidio colposo plurimo, per disastro da naufragio e per abbandono dei passeggeri in conseguenza dell’incidente. «È un eroe, ha salvato molte persone», è invece l’immediata difesa di Domnica, prima di aggiungere: «Sono innamorata del comandante Schettino. Lo amo, non è giusto distruggere la sua immagine». I pm l’hanno interrogata a lungo come persona “informata dei fatti”. Secondo alcune ricostruzioni, la Cemortan sarebbe stata al fianco di Schettino mentre stava per eseguire il controverso rituale dell’”inchino” davanti al Giglio. Ma gli avvocati del comandante replicano che il ruolo della hostess nell’inchiesta è del tutto irrilevante.
Di origine moldava, ma residente a Bucarest, Domnica, 25 anni, ex ballerina, lavora da tempo sulle navi da crociera. Qui ha conosciuto Schettino e, fino al giorno dell’incidente, la sua amicizia con il comandante poteva sembrare la classica commedia all’italiana, con l’elegante capitano che seduce la giovane straniera, la ospita al tavolo d’onore della nave e la "nasconde" nella propria cabina.
Ma, fra la farsa e la tragedia, c’è un confine sottile: il tempo di sbagliare una manovra, di "combinare un guaio" e tutta la responsabilità di un gigante del mare e degli oltre quattromila ospiti è sulle spalle del comandante. Che un attimo prima è pronto al gesto virtuoso, un secondo dopo è già finito all’inferno. Dalle luci della nave pronta per "I’inchino" al buio del blackout, con l’acqua che inizia a entrare nella sala macchine.
E poi il doppio processo, degli inquirenti e dell’opinione pubblica, che arriva fino alla donna misteriosa, che tutti hanno visto nelle zone off limits della nave, perché in ogni giallo c’è sempre un po’ di rosa. Ed ecco, allora, Domnica, la ragazza dell’Est, la tentazione perfetta.
Probabilmente la tragedia della Costa Concordia si sarebbe consumata anche senza di lei. Anche se non fosse stata in plancia con gli altri ufficiali al momento dell’impatto della nave con gli scogli. Anche se non fosse stata a cena con il comandante prima dell’incidente. Anche se non avesse alloggiato nella sua cabina, dove sono stati rinvenuti i suoi effetti personali. Ma l’attenzione intorno alla hostess, che si stava godendo una vacanza-premio per il suo compleanno, va oltre il gossip. Perché quella donna, Domnica, ha visto, ascoltato, vissuto i momenti convulsi del naufragio della Costa. È stata lei a rassicurare nei primi minuti i turisti russi presenti sulla nave dopo il tonfo. La prima di tante bugie pietose che hanno reso complicata la ricerca della verità, e delle responsabilità, sul naufragio.
Ora ci sono due donne pronte a difendere il capitano. Da un lato Domnica, dall’altro la moglie Fabiola. Il comandante, in attesa di vedere se dovrà affrontare una condanna record, sta già scontando la più dura delle pene: gli arresti domiciliari con la moglie, che ha appena scoperto la sua "distrazione". Da Love Boat alla Guerra dei Roses. Con l’aggiunta di queste immagini che, di certo, non calmeranno le acque. Ma può anche accadere che una donna, per il bene della famiglia, regga alla bufera. E resti, almeno lei, sulla nave che sta affondando.

[v. FOTO ALLEGATE]