Mario Pappagallo, Corriere della Sera 06/02/2012, 6 febbraio 2012
LA «MENTINA DELL’AMORE», ANTI-ANSIA PER I GIOVANI
Una mentina, piccola, bianca, in un astuccio nero simile ad un pacchetto di gomme da masticare. Si scioglie (è orosolubile) in bocca e in un’ora agisce sulle defaillance maschili. Si trova in farmacia. È uno dei tre, ormai noti, farmaci anti-impotenza che ha mutato sembianze. Soprattutto in chiave commerciale, anche se resta l’obbligo della ricetta medica.
Una nuova formulazione del vardenafil (Levitra), una delle tre molecole anti-impotenza (l’incapacità di raggiungere e mantenere l’erezione) che hanno rappresentato una rivoluzione medica e culturale. Il sildenafil, la pillola blu nota con il nome di Viagra, ha debuttato 13 anni fa. Poi sono arrivati il giallo Cialis (tadalafil) e l’arancione Levitra, che ora è diventato bianco e al sapore di menta. Una nuova rivoluzione. La mentina del sesso o dell’amore, un anti-stress per chi teme di fare «brutta figura» con la partner. Problema che c’è oggi anche tra i giovani, con l’eiaculazione precoce e veri e propri blocchi da panico. L’Italia è il primo mercato in Europa insieme alla Spagna. E, purtroppo, l’obbligo della ricetta (garanzia di salute) è spesso disatteso grazie a un pericoloso commercio parallelo in Rete. Un mercato globale delle pillole del sesso. Si parla di sette miliardi di euro di vendite online, consegna a domicilio e anonima. Sicure? Assolutamente no. A volte sotto-dosate e inefficaci, a volte vere e proprie truffe. Un mercato parallelo che serve anche a confezionare mix con droghe varie che promettono ai giovani prestazioni sessuali super. Prestazioni che, in realtà, avrebbero comunque se sani e in buona salute. O se non imballati o sballati da droghe, alcol e affini. Esistono anche «Viagra» cinesi, indiani, brasiliani. A volte più costosi dei farmaci, senz’altro esotici, innegabilmente redditizi per chi li «spaccia».
E se c’è un mercato, c’è anche una domanda. Ma come mai i mitici latin lover hanno sempre più bisogno di un «aiutino»? «Single e giovani sembrano oggi i più in difficoltà per l’ansia da prestazione, la paura di fare cilecca», dice la sessuologa Chiara Simonelli (università La Sapienza di Roma). Che aggiunge: «Peraltro gli uomini, soprattutto i giovani, preferiscono non far sapere alla partner, soprattutto la prima volta, se ricorrono ad un aiuto farmacologico. E’ in ballo l’orgoglio virile». I pregi della «mentina dell’amore»: efficace e discreta. Sembra una caramellina per l’alito. E, psicologicamente, basta usarla poche volte per sbloccare da ansie e paure. La causa psicologica, però, spesso non è considerata sufficiente dai medici. Anche se il sondaggio effettuato nel 2011 coinvolgendo 1.965 (1.231 uomini e 734 donne) italiani, ha messo in evidenza un nuovo quadro dei problemi della sessualità maschile. Soltanto il 22% dei single ha dichiarato che preferisce prendere l’iniziativa: colpa appunto dell’inibente «ansia da prestazione». Si sentono «messi alla prova». Fra gli uomini in coppia stabile, invece, la percentuale di «cacciatori» sale al 55%. E questo è l’effetto sicurezza.
Nei giovani però compaiono sempre più anche problemi fisici. «Nell’ultimo decennio stiamo assistendo ad una graduale presa di coscienza da parte dei maschi dell’importanza della loro salute sessuale e sono in aumento quelli che si rivolgono al medico per risolvere disturbi come la disfunzione erettile, un tempo ritenuti temi tabù. Da tenere nascosti — spiega Andrea Salonia, urologo del San Raffaele di Milano e presidente della Società europea di medicina sessuale —. Si abbassa anche l’età media: oggi su 100 persone che chiedono aiuto, 15 hanno meno di 40 anni».
Lo stress, in particolare, incide meno sulla sessualità femminile rispetto a quella maschile: l’85% degli uomini ritiene che condizioni pesantemente la qualità delle prestazioni sessuali, percentuale che scende al 68% tra le donne.
Mario Pappagallo