Oscar Giannino, Il Messaggero 07/02/2012, 7 febbraio 2012
[...] Nel 1970 la nostra rete autostradale era di circa 3900 km e nel 2008 raggiungeva i 6.600, la Francia passava dai 1
[...] Nel 1970 la nostra rete autostradale era di circa 3900 km e nel 2008 raggiungeva i 6.600, la Francia passava dai 1.553 km agli 11.042 km, la Spagna dai 387 km ai 13.515 km. Nel 1981 eravamo gli unici ad avere l’Alta velocità insieme alla Francia. Oggi, anche se siamo riusciti a realizzare una rete Av accettabile e ancora incompleta, siamo dietro Germania, Francia e Spagna. Abbiamo fatto proliferare decine di aeroporti, tra acerrimi campanilismi e grande spreco di energie, a vantaggio di altri hub e compagnie europee. In campo energetico, abbiamo aggravato con scelte emotive la nostra già altissima dipendenza energetica, senza riuscire a imporre in Europa che l’Italia divenisse almeno l’hub meridionale continentale del gas dal Nordafrica, dalla Turchia e da molti rigassificatori che abbiamo in molti casi progettato senza riuscire a renderli operativi. La Legge obiettivo del 2001 fu un primo tentativo di invertire la tendenza. Presto arenatosi, di fronte al proliferare di mille progetti invece di poche decine davvero prioritari, in carenza di risorse finanziarie. Con il Titolo V della costituzione e la sua competenza concorrente anche in materia infrastrutturale ed energetica, abbiamo aggiunto un’altra gabbia ai tanti ostacoli pubblici già esistenti. Poi si è passati al Programma delle infrastrutture strategiche, ma anch’esso è andato via via superfetando, fino a 390 opere per un costo stimato in oltre 367 miliardi. Un libro dei sogni. Le risorse disponibili saranno al più il 30%. Se ci fermiamo alle opere approvate dal Cipe, il loro costo complessivo ammonta a oltre 130 miliardi, di cui però solo 72 sinora stimati disponibili. [...]