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 2012  febbraio 07 Martedì calendario

A me direttore del Tg1? Ma io ti querelo - Trentadue anni fa, Alberto Macca­ri, reggente del tg1, aveva la stes­sa età di adesso

A me direttore del Tg1? Ma io ti querelo - Trentadue anni fa, Alberto Macca­ri, reggente del tg1, aveva la stes­sa età di adesso. Me lo ricordo, io ragaz­zo e lui già sessantenne, nella redazio­ne del quotidiano economico Il Fiori­no; serio e compito, sembrava un ban­cario più che un giornalista. Più che ar­ticoli scriveva bonifici. Erano in tre a fa­re Il Fiorino e questo spiega perché a trent’anni Maccari avesse già trent’an­ni d’anzianità. Il Rag. Maccari è la perfetta proiezio­ne di Monti in Rai. La sua stabilità ana­grafica da svariati decenni è il suo re­quisito migliore per il tg1, la sua prove­nienza economica rispecchia il gover­no dei tecnici. Ciò nonostante, il pove­ro Maccari è crocifisso. Dopo aver mas­sacrato per anni Minzolini ti aspetti che il nuovo arrivato sia trattato come un liberatore. Macché, massacrano pure lui che è così cauto, incolpevole e incolore. Il linciaggio fa parte dei frin­ge benefits dell’azienda ai suoi diretto­ri. Da anni i giornali titolano «bufera sulla Rai». Chi è ai vertici della Rai è sempre raffigurato come Napoleone nella campagna di Russia, in ritirata. Dopo tre giorni di rallegramenti per la nomina passa tre anni di nomination: via, fuori, cacciatelo. Ogni vertice toc­ca sempre il fondo ed è il peggiore in as­soluto. Ora tocca alla povera Lorenza Lei e al ragionier Maccari. Dal linciag­gio si salvano solo i nominati dalla sini­stra. Allora io dico: visto l’andazzo, se qualcuno non di sinistra vuol nominar­vi direttore in Rai, voi non limitatevi a rifiutare. Menatelo e poi denunciatelo per tentata truffa, estorsione e diffama­zione.