Alessandro Alviani, La Stampa 7/2/2012, 7 febbraio 2012
Giovedì scorso, durante la sua ultima conferenza stampa prima di lasciare la guida di Deutsche Bank, Josef Ackermann è stato colto da un’improvvisa amnesia, notata solo ora
Giovedì scorso, durante la sua ultima conferenza stampa prima di lasciare la guida di Deutsche Bank, Josef Ackermann è stato colto da un’improvvisa amnesia, notata solo ora. «In quanto leader di mercato in Germania e una delle maggiori banche nel mondo abbiamo una particolare responsabilità che consiste non solo nel rispettare regole e direttive vigenti, bensì anche nel raggiungere i nostri obiettivi economici in modo onesto, cioè moralmente sostenibile», ha scandito il banchiere diventato negli anni scorsi in Germania il bersaglio preferito dei critici del turbo-capitalismo. «Nessun business vale tanto da poter mettere in gioco la buona reputazione della banca». Evidentemente Ackermann aveva dimenticato il nome «db Kompass Life 3». Dietro la sigla si cela un fondo con cui Deutsche Bank scommette di fatto sull’aspettativa di vita di un gruppo di persone. O meglio, sul loro decesso, meglio se rapido: tanto prima le persone-campione muoiono, tanto più guadagnano gli investitori. Un principio immorale, è la critica sollevata ora in Germania. E arrivata non dalle associazioni a difesa degli investitori, né dai militanti del movimento Occupy che continuano, nonostante le temperature glaciali, a protestare davanti la sede centrale della Bce a Francoforte, bensì dall’Associazione delle banche tedesche, cioè dall’organizzazione che difende gli interessi degli istituti privati in Germania. Un simile fondo «è difficilmente conciliabile col nostro sistema di valori, in particolare col principio centrale dell’inviolabilità della dignità umana», ha scritto il difensore civico dell’associazione a un investitore che chiede indietro i suoi soldi. Spetta a un tribunale, ha aggiunto, chiarire se una simile scommessa «non violi i divieti di comportamento che emergono dal nostro ordinamento morale». «db Kompass Life 3» è la terza versione di un fondo con cui il primo istituto tedesco ha già raccolto, secondo lo Spiegel, circa 700 milioni di euro. Per «db Kompass Life 1» e «db Kompass Life 2» Deutsche Bank aveva seguito ancora un principio «classico»: aveva cioè acquistato le polizze di cittadini statunitensi che non potevano più permettersele e dunque le vendevano a istituti e fondi hedge, che puntavano a incassare, in caso di decesso, il capitale assicurato. Per «db Kompass Life 3», però, gli esperti dell’istituto tedesco non hanno più trovato polizze assicurative a sufficienza su un mercato in crescita. E così si sono fatti venire in mente un modello virtuale: «db Kompass Life 3» non si fonda né su polizze, né su assicurazioni reali, bensì sulle vite di un campione di 500 cittadini statunitensi di età compresa tra 72 e 85 anni, che vengono regolarmente contattati da una società specializzata e mettono a disposizione i loro dati sanitari. Il sistema si basa su complessi calcoli matematici, ma si riassume tutto in una formula molto semplice, nota lo Spiegel: tanto più velocemente una delle 500 persone del campione passa a miglior vita, tanto più alto risulta il guadagno per l’investitore. Tradotto nei calcoli effettuati dallo studio legale von Ferber-Langer: se le persone-campione vivono in media al massimo 12 mesi in più di quanto stimato dai medici, la rendita per gli investitori raggiunge oltre il 6%. Se invece decidono che non è ancora arrivata la loro ora e vivono «addirittura» 38 mesi in più di quanto pronosticato dai medici, allora gli investitori perdono la metà dei loro soldi. La rendita oscilla tra questi due estremi se le persone-campione vivono dai 12 ai 38 mesi in più di quanto atteso. Kompass Life 3 è «un macabro gioco aritmetico senza alcun oggetto di investimento», ha riassunto l’avvocato Tilman Langer, che difende una trentina di investitori. Alcuni hanno rivelato al sito dello Spiegel di non sapere di preciso in cosa stessero investendo i loro soldi. Falso, si difende Deutsche Bank: tutti gli investitori sono stati informati in modo esaustivo su chance e rischi.