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 2012  febbraio 06 Lunedì calendario

PROTEZIONE CIVILE, UN’AGENZIA DAI POTERI LIMITATI


Lo spartiacque tra Protezione civile dell’era Bertolaso e Protezione civile dell’era Gabrielli ha una data precisa e un atto preciso: febbraio 2011, legge 10.
Questa legge ha sancito la fine del sistema di Protezione civile come era stato interpretato da Bertolaso e ha avviato la new age. Il cambiamento è contenuto, dunque, nella norma. La quale dice soprattutto una cosa: d’ora in avanti le ordinanze di Protezione civile devono essere prese di concerto tra il Dipartimento di via Ulpiano e il Ministero del Tesoro e ogni spesa, anche in stato d’emergenza, deve passare prima attraverso il controllo preventivo della Corte dei Conti.
Molti hanno espresso perplessità su come si possa fare a prendere provvedimenti urgenti dovendo prima inoltrare domanda al Ministero del Tesoro, aspettare il suo permesso, e contestualmente avviare un’analoga procedura alla Corte dei Conti. E se nel frattempo c’è da organizzare i soccorsi per un terremoto o arginare l’eruzione di un vulcano? Il problema c’è, tant’è vero che all’indomani del varo della legge, il prefetto Gabrielli commentò: «Queste riforme affonderanno la Protezione civile come il Titanic».
I retroscenisti si sono poi scatenati nell’individuazione della vera ragione di una legge che penalizzava così tanto il sistema italiano di Protezione civile. Nell’accentuazione dell’ex ministro Tremonti sulla necessità di tenere sotto controllo la spesa del Dipartimento molti hanno visto la volontà di prendere le distanze da un uomo (Guido Bertolaso) divenuto ormai scomodo e di cauterizzare il suo modello, chiudendo i canali delle spese straordinarie gestite in proprio dal Dipartimento. Altri hanno addirittura parlato di rivalità tra Tremonti e Bertolaso ma il fatto è che la famosa legge è riuscita a fare due cose: a riportare probabilmente in ordine i conti della Protezione civile e a svuotarla nel contempo di ogni capacità operativa.
Dopo la sparata di un anno fa sulla Protezione civile come il Titanic, il prefetto Gabrielli è tornato sull’argomento recentemente, a margine delle prime polemiche sui soccorsi alla nave Costa Concordia: «Non ne posso più - è stato il suo sfogo - delle accuse rivolte a una struttura un tempo eccezionale, super efficiente e che oggi, così com’è, è bene che si sappia, non serve assolutamente a niente». E ancora: «Non sono potuto intervenire con la celerità di un tempo perché non avevo la certezza che un nostro intervento potesse essere coperto. Prima le ordinanze erano firmate in tempo reale, quel che faceva Bertolaso era legge. E i risultati sono sempre arrivati».
Il 4 dicembre 2005 l’attuale premier Monti scrisse un articolo sul Corriere della Sera per raccontare come la Svezia avesse elogiato il comportamento della Protezione civile italiana nei soccorsi alle popolazioni del Sud Est asiatico dopo lo tsunami. Molti svedesi in vacanza furono salvati dagli operatori italiani e l’autore dell’articolo raccolse, inorgoglito, gli elogi di Stoccolma per come l’Italia aveva affrontato l’emergenza. L’anno scorso lo stesso Guido Bertolaso ha ricordato quell’episodio. Lo ha fatto dopo che si erano fatte sempre più insistenti le voci che davano per imminente un passaggio del Dipartimento della Protezione civile dalla Presidenza del Consiglio al Viminale. Bertolaso si è appellato a Monti, memore di quell’elogio, per scongiurare la prospettiva: «Lasci la Protezione civile dov’è - ha scritto Bertolaso - E’ un modello che stanno copiando ovunque nel mondo. Affidi al ministro dell’Interno il compito di coordinamento politico della materia. In questo modo il prefetto Gabrielli potrà svolgere le funzioni di coordinatore e regista tecnico di un’orchestra che i riconoscimenti se li è guadagnati sul campo».