Federico Mello, il Fatto Quotidiano 3/2/2012, 3 febbraio 2012
200 MILIONI DI DOLLARI PER IL WRITER DI FACEBOOK
Ronald Wayne è il terzo, misconosciuto fondatore di Apple. Aveva il 10 per cento delle azioni dell’azienda fondata da Jobs e Wozniack, ma dopo pochi mesi se ne andò del famoso garage vendendo le sue azioni – che oggi varrebbero una montagna di miliardi – a miseri 2.300 dollari. É stato più lungimirante, invece, David Choe (nella foto, dal web), un writer californiano che nel 2005 aveva realizzato un murales nel primo quartier generale di Facebook. Ai tempi, l’artista invece di un qualche migliaio di dollari, aveva accettato come pagamento un piccolo pacchetto di azioni. Adesso che Facebook va in Borsa, Choe si appresta a diventare ricco sfondato: il suo 0,2 di Facebook viene valutato 200 milioni di dollari. Il graffitaro, spiega Nick Bilton del New York Times, prenderà per quel suo murales più soldi di quanti ne ha incassato nel 2008 Sotheby’s con l’asta record di 218 opere di Damien Hirst (198 milioni di dollari). Non è l’unico: le valutazioni record attese per la quotazione in Facebook, renderanno miliardari un bel po’ di persone. Manager, investitori, rock-star (Bono Vox degli U2, che aveva investito 120 milioni di dollari, ora si ritroverà in tasca quasi un miliardo - chissà se penserà all’Africa ), ma anche gente comune: sono oltre 250, su un totale di tremila, i primi dipendenti del social network che con le stock option diventeranno “paperoni”. Vedrà premiata anche la fiducia di papà Zuckerberg, dentista di NewYork che, seppur non volesse, ha ricevuto 130 milioni dal figlio per aver creduto in lui agli esordi sborsando un po’ di quattrini quanto il sito blu ancora non esisteva. Ancora più ricchi di quanto già non siano, infine, si faranno anche i fighetti nemici storici di Zuckerberg. I gemelli Winklevoss sono andati in tribunale più volte sostenendo che “Faccialibro” era una loro idea poi sviluppata da Mark. Hanno presentato infiniti ricorsi, ma davanti ai giudici hanno sempre perso. Eppure, con un accordo riservato si sono comunque accaparrati 1,2 milioni di azioni. Miliardi su miliardi.