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 2012  febbraio 06 Lunedì calendario

L’austerity colpisce i palinsesti tv – Da quando è ricominciato Ballando con le stelle, Milly Carlucci il sabato sera ha rinunciato all’autista

L’austerity colpisce i palinsesti tv – Da quando è ricominciato Ballando con le stelle, Milly Carlucci il sabato sera ha rinunciato all’autista. Non sarà il risparmio che salva i conti Rai, ma è un segnale che pesa in tempi in cui nei corridoi degli studi televisivi la battuta più abusata è che «per andare in onda bisogna fare più ascolti dell’Ispettore Barnaby, altrimenti mandano l’Ispettore Barnaby, che costa un centesimo». Da due settimane, si sa, Domenica Cinque si registra di venerdì, il che suona come un ossimoro ma si legge come un risparmio secco del 30 - 40 per cento, in virtù delle maestranze pagate a tariffa feriale invece che festiva e dell’abolizione della diretta. E pazienza se la Panicucci è andata in onda ignara della tragedia della Concordia avvenuta il giorno prima. Se le trasmissioni sembrano più povere, se gli ascolti della Tv generalista calano e i flop aumentano, il motivo è anche economico. Meno spot, meno soldi per i programmi: vale per tutte le reti, a maggior ragione per quelle commerciali. Stratagemmi e strategie sono i più disparati. Nessun canale ha piacere a diffondere i dettagli, che pure circolano. I produttori non pagano più il buffet Il Chiambretti Sunday Show costa quasi la metà del Chiambretti Night edizione 2011, che per giunta andava in seconda serata, mentre adesso con meno soldi bisogna anche tirare avanti per due ore e 50. Poi lui, Piero Chiambretti ci scherza su, ha in studio un “governo tecnico” che vigila sui tagli e in conferenza stampa ha sostenuto che, causa crisi, il buffet era pagato da un’altra trasmissione: trovata non proprio immaginifica, dato che ormai i produttori tv si rifiutano di pagare i buffet promozionali, che, se ci sono, sono a carico degli uffici stampa della rete. Si taglia su tutto. Il claim “La Musika è cambiata” è quanto mai appropriato. Se per le sfavillanti scenografie di un tempo recente si potevano spendere tra i 300 e i 400 mila euro, stavolta gira voce che siano bastati 26 mila euro: il prezzo di qualche poltrona e di un camino; per il resto, la location genere fabbrica dismessa è parsa più in linea con l’aria che tira. E si è rinunciato a prime ballerine del Moulin Rouge o del Cirque du soleil e si taglia sui costumi, come tutti i varietà dotati di corpo di ballo: una volta, per sei/otto puntate si spendevano in costumi dai 50 mila euro in su, ma coi venti d’austerity a Baila!, Ballando, al Chiambretti, a Colorado Cafè body e leggins si riciclano con piccole modifiche di sartoria. E ovunque i ballerini si fanno ballare di più, così da abbatterne il “costo a minuto” sotto i quattromila euro. “Spalmare” è il nuovo imperativo e anche chi ha un ospite lo tiene in video più a lungo. Le interviste di Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche sforano i 35 minuti, Bar Rafaeli da Chiambretti c’è stata più di mezz’ora e pure gli ospiti esclusivi del pomeriggio, dalla Vita in Diretta a Pomeriggio 5, vengono “stirati” per ammortizzarli meglio. Dalla Venier alla Marcuzzi, conduttori spremuti Si “spalmano” interi programmi. Mara Venier e Marco Liorni si fanno carico di quasi un’ora in più da quando Raiuno ha rinunciato alla trasmissione di Paola Perego A casa di Paola, che costava, pare, 70 mila euro a puntata. Ora la Vita in diretta copre la fascia 15 e 15 - 18 e 40, interrotta solo da un tg. Ai conduttori è richiesta resistenza da maratoneti: Le Invasioni durano 2 ore e 50, il Grande Fratello tre ore e 15. Una tendenza che in prime time serve anche a pompare lo share sul tardi. Di fatto, la “seconda serata” non esiste più. La trovata al risparmio è di mettere alle 21 ciò che prima andava alle 23, tentando il miracolo di trasformare un prodotto ad alto costo di seconda serata in uno a basso costo di prima. Missione condivisa dalla Bignardi a Chiambretti, da Camera Cafè su Italia Uno a Kalispera su Canale 5. Ed è già in conto che il miracolo non faccia lievitare gli ascolti, trattandosi di spettacoli nati su premesse diverse. Gli addetti ai lavori si preoccupano: senza la seconda serata, “luogo” della sperimentazione, non sarebbero nati, per dire, Le Iene o Zelig. Lo storico autore tv Gregorio Paolini la fa drammatica, dice “se non si innova si muore” e sul suo blog ricorda che in piena crisi del ’29 in Tv si sono affermati Mickey Mouse, Popeye, Fred Astaire e Ginger Rogers, Clark Gable e Frank Capra. Se Milly paga Beppe Fiorello e Scamarcio di tasca sua A Ballando con le stelle, non si sono solo moderati i cachet di Bobo Vieri e Gianni Rivera. Il taglio generale sarebbe del 10 per cento, ma sono già almeno tre anni che i budget si vanno assottigliando, al punto che nel 2010 Milly Carlucci avrebbe pagato di tasca propria Beppe Fiorello pur di averlo ballerino per una notte. Lo stesso avrebbe fatto con Riccardo Scamarcio a Miss Italia 2009. Cachet comunque a quattro zeri. Per il resto, il risparmio a Ballando sarebbe di circa 70 mila euro a puntata per un prodotto che può costare tra i 700 e gli 800 mila euro ma che con un paio di telepromozioni e sei break pubblicitari porta anche un milione e mezzo in introiti pubblicitari. Comunque, stop a costumisti esterni, stavolta è interno anche lo scenografo che si è limitato a copiare lo studio del 2011: pare che stivare e rimontare una scenografia costi più che rifarla da capo. Sarebbe in sospeso, nell’attesa di trovare una quadra sui conti, anche il prossimo talent di Carlo Conti Fatti valere. La soap remixata fa risparmiare quasi un milione a sera Se vi ha stupito scoprire che la domenica sera su Canale 5 non c’è più la grande fiction ma la soap opera Centovetrine, ora avete qualche elemento per capire perché. Nello specifico, la soap rischiava la chiusura: troppo cara, ormai, per 20 minuti di day time, però sarebbero rimaste a spasso 300 persone. La puntata speciale che chiude il week end ha dunque il compito di guadagnare nuovi fan, ma, soprattutto, il remix delle scene della settimana costa niente rispetto agli 800 mila euro o al milione che servirebbero per una punta di fiction inedita. Di fiction, ormai, se ne girano pochissime in Mediaset come in Rai. E in tutti i programmi le registrazioni si accorpano e si rinuncia alla diretta, quando si può. Su Raidue, da tempo, pezzi di Italia sul due vanno in registrata; delle Iene si girano due puntate in una, evitando di pagare doppie convocazioni, doppi trasporti, doppie sedute di trucco e doppi “cestini”, che sono i pasti pronti per troupe e cast. Alla Carrà non fanno provare i balletti Soprattutto, ovunque si taglia sui tempi di preparazione. Se prima per preparare un programma avevi quattro mesi, oggi hai tre settimane. Proprio su questo si sarebbe arenato il gran rientro di Raffaella Carrà in Rai. Che, per il suo nuovo show, prove e balletti inclusi, avrebbe chiesto otto mesi, come ai mitici tempi di Antonello Falqui e di Milleluci, che andò in onda a marzo 1974. Con Mina, cominciarono a lavorarci in piena austerity, quando la domenica si andava a piedi e i programmi Rai finivano alle 23 perché le misure del Governo Rumor prevedevano che la Tv si spegnesse presto per risparmiare corrente. Non per risparmiare sulla seconda serata. Candida Morvillo