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 2012  febbraio 03 Venerdì calendario

Sul punto G è ancora guerra tra scienziati - «La cosa più bella che possia­mo sperimentare è il segreto»

Sul punto G è ancora guerra tra scienziati - «La cosa più bella che possia­mo sperimentare è il segreto». L’ha detto Albert Einstein, il fisico e filosofo più arguto della storia. Eppure, se si tratta del «punto G», scienza e popoli si affannano a cercarne la prova, come se ad esso non si associasse la parola più cen­surata ma allo stesso tempo desi­derata di tutti i tempi: orgasmo. Ma il punto G è destinato a rimane­re un’ipotesi? Dalla sua scoperta, che risale ormai a 60 anni fa, gli an­n­unci si sono continuamente con­traddetti. L’ultimo arriva da oltre­oceano deludendo milioni di let­tori: il punto G non esisterebbe. In realtà il team dello Yale New Haven Hospital nel Connecticut ha passato in rassegna tutta la let­teratura scientifica prodotta fin qui per giungere alla triste conclu­sione che un’evidenza scientifica non sarebbe ancora stata addot­ta. «Non lo chiamerei studio per­ché è soltanto una disamina criti­ca di lavori scientifici altrui. Non si tratta neanche di metanalisi e cioè di una sintesi quantitativa dei risultati provenienti da una se­rie di­studi condotti sullo stesso ar­gomento, perché hanno selezio­nato, in modo strumentale, sol­tanto i lavori che concordavano con la loro tesi di partenza. Voleva­no dimostrare che il Punto G non esiste. La loro è soltanto un’opi­nione, e nel mondo della scienza è d’obbligo tenerla separata dai fat­ti ». È quanto afferma Emmanuele A. Jannini, docente di Sessuologia Medica all’Università degli Studi dell’Aquila che sull’argomento ha pubblicato evidenze scientifi­che. Il lavoro statunitense non ha persuaso neanche le stesse ameri­cane, che nell’ultimo anno,nume­rosissime, si sono sottoposte al ri­modellamento dei genitali ester­ni. La notizia arriva dal Fucus Mee­ting di Ginecologia che si è appe­na concluso a Roma «molti centri medici negli Usa utilizzano una procedura per ispessire la zona del punto G attraverso iniezioni di acido ialuronico-racconta il gine­cologo Filippo Bellati- il fine è quello di facilitare e aumentare la stimolazione e indi la sensibilità grazie all’incremento della pres­sione che si eserciterebbe duran­te il rapporto sessuale». Strano, in effetti. Se il punto G non esistesse la procedura sareb­be un autentico inganno. Ma che cos’è questo inafferrabile luogo, capace di tradurre uno stimolo fi­siologico in un’emozione, l’orga­smo vaginale, che testimonianze dirette raccontano come di gran lunga più soddisfacente dell’orga­smo clitorideo? «Non è certo il pul­sante magico in cui si concentra­no terminazioni nervose, ma un tessuto complesso posto tra vagi­na e uretra che è molto simile, ana­tomicamente, a quello riscontra­bile nella prostata- spiega Jannini -una regione fatta di vasi, nervi, ghiandole e muscoli, che nell’uo­mo, come nella donna che lo pos­siede, è alla base dei meccanismi che regolano l’orgasmo». Nel 2002 Jannini, in un lavoro pubblicato su Urology, aveva identificato gli stessi «attori» bio­chimici dell’eccitazione maschi­le proprio in questa regione della parete vaginale anteriore. In uno studio successivo lo scienziato in­dagò ecograficamente questa zo­na scoprendo che le donne che presentano un maggior ispessi­mento raggiungono l’orgasmo va­ginale al contrario di quelle che non lo possiedono. «Questo tessu­to, che in passato chiamavamo punto G,è l’area clitoro-uretro-va­ginale. Un’evidenza anatomica, base funzionale dell’orgasmo va­ginale », conclude Jannini. Nel caso del maschio si denomi­na Punto L. Ne ha parlato per pri­ma una psicoterapeuta che sul te­ma ha scritto un libro dal titolo «Coccole e carezze».Elisabetta Le­slie Lionelli ipotizza che esista una zona caratterizzata da una no­tevole sensibilità che è posta tra i testicoli e l’ano,dispensando con­sigli utili per la sua perfetta stimo­lazione. Ma l’aspetto relazionale non conta più nulla? All’interno del Caffe Freud la Lionelli invita i suoi ospiti-pazienti ad entrare nel tun­nel delle coccole per potenziare i muscoli dell’intelligenza emoti­va. Per chi invece volesse conosce­re i segreti del punto G si consiglia la lettura attenta del sito specializ­zato www.ilpuntog.info. Cinque passi da eseguire con metodo, ma non per questo meccanicamente, per individuare e vivere felice­mente la propria sessualità. Marilyn Monroe sussurava: «il sesso è natura e io seguo la natu­ra ». Un dato degno di nota è pura­mente psicologico: le donne che possiedono questa zona erogena sviluppata hanno un carattere de­cisamente estroverso. Insomma se conoscete il vostro corpo e quel­lo del partner iniziate a provare. Provare per credere. O, più sfortu­natamente, non credere.