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 2012  febbraio 03 Venerdì calendario

La Perina fa causa al suo ex giornale: «Secolo» sul lastrico - Da un lato gli strali contro lo «scip­po » del giornale, dall’altro una causa mi­lionaria che potrebbe affondare quella stessa testata

La Perina fa causa al suo ex giornale: «Secolo» sul lastrico - Da un lato gli strali contro lo «scip­po » del giornale, dall’altro una causa mi­lionaria che potrebbe affondare quella stessa testata. Curiosa la parabola di Fla­via Perina, parlamentare del Fli ed ex diret­trice del Secolo d’Italia , un po’ paladina della libera stampa e un po’ Lady Vendet­ta. Un anno fa, al momento di lasciare la tolda del quotidiano che aveva condotto su una rotta fermamente finiana, usava to­ni da pasionaria verso la sua creatura: «La nostra storia non finisce con un atto di pre­potenza ». La defenestrazione della parla­mentare- giornalista, seguita all’insedia­mento di un Cda targato Pdl, era stata ac­compagnata da grandi polemiche e toni avvelenati. «Mi hanno cacciata», sospira­va Flavia, sostenendo che il giornale non sarebbe più stato libero e vaticinando: «Il cambio di linea editoriale porterà alla morte del Secolo». E,in effetti,il quotidiano,pur avendo au­mentato le vendite nel dopo-Perina (ma la base di partenza era molto bassa), fi­nanziariamente non se la passa troppo bene. Il pro­blema, però, non sembra tanto esse­re la linea del nuo­vo direttore, Mar­cello De Angelis, ma come detto un po’ di pendenze giudiziarie. In gran parte sono un’eredità lasciata proprio dalla pre­cedente gestione: redattori licenziati dal­l’ex direttrice che dopo aver fatto causa al giornale si ritrovano in aula a far valere i propri diritti. L’effetto, per la testata, è de­vastante: a fronte di risparmi per quasi 700mila euro strappati nell’ultimo anno a forza di rinegoziare contratti e forniture, gli esborsi per le cause di lavoro superano gli 800mila euro, azzerando ogni possibi­le beneficio. E producendo una situazio­ne economica a dir poco precaria che met­te a rischio la stessa sopravvivenza dello storico quotidiano, alle prese da anni con costanti ristrettezze economiche (tanto che De Angelis ha accettato l’incarico sen­za percepire alcun compenso). Una situazione, questa, che dovrebbe preoccupare anche l’ex direttrice, visto che l’organico redazionale è rimasto inva­riato anche dopo il cambio alla guida del giornale, ed è insomma lo stesso di cui la Perina,appena un anno fa,si diceva«orgo­gliosa ». Se i 19 redattori si ritrovassero per strada, insomma, nessuno dovrebbe es­serne soddisfatto, tantomeno lei che di quel gruppo è stata a lungo la leader. Ma come si diceva, l’ultimo colpo di scena è proprio questo: qualche giorno fa, negli uf­fici amministrativi del quotidiano, in via della Scrofa, è arrivata la notifica dell’en­nesima causa di lavoro. Ma questa volta a portare in tribunale il Secolo è proprio lei, Flavia Perina. Che ora per via giudiziaria vuole soddisfazione per il suo allontana­mento, e chiede al giudice di condannare il quotidiano a sborsare 850mila euro di danni. I diritti, va da sé, sono sacrosanti, e se la Perina, che comprensibilmente ha il dente avvelenato, ritiene che il prezzo del­la sua defenestrazione superi il miliardo e mezzo abbondante di vecchie lire, fa certa­mente bene a chiedere al giudice di accer­tarlo. Ma una cosa è certa: se il tribunale le dovesse dare ragione, il Secolo e i suoi di­pendenti (alcuni dei quali, tra l’altro, non fanno mistero della propria fede finiana) difficilmente potrebbero avere un futuro. L’esito,oltre che funesto,sarebbe a dir po­co paradossale: la direttrice che in trin­cea, al fianco dei suoi redattori, affrontava quelli che definiva attacchi «arroganti e prepotenti» al suo quotidiano, potrebbe ora intonarne il de profundis .