FRANCESCO SPINI, La Stampa 3/2/2012, 3 febbraio 2012
Parte la speculazione sull’addio alla Borsa - Benetton e gli altri. Scoppia la febbre da delisting a Piazza Affari
Parte la speculazione sull’addio alla Borsa - Benetton e gli altri. Scoppia la febbre da delisting a Piazza Affari. La mossa di Edizione di togliere dal listino il gruppo tessile, scatena la speculazione in Borsa. Che se da un lato vuole più soldi dalla famiglia di Ponzano Veneto - tanto da spedire in orbita il titolo a +17%, ossia 4,74 euro, e dunque oltre il prezzo d’Opa fissato a 4,60 euro -, dall’altro prova a scovare altri possibili pentiti della quotazione: ieri a finire nel mirino è stata Parmalat, anzitutto. Il titolo della società alimentare recentemente acquisita da Lactalis è perfino finito in asta di volatilità, oggetto di forti acquisti. Ha chiuso la seduta con un +7,29% nonostante la smentita della società. Da Collecchio fanno sapere infatti che «un delisting di Parmalat non è all’ordine del giorno». E che a giustificare il rialzo che in giornata supera anche il 10% - non c’è neppure un dividendo straordinario in vista. Corrono anche altri titoli per cui il mercato subodora possibili tentazioni di fuga. Geox, per esempio, spunta un +4,45%. Nell’ultimo mese la corsa è del 23%. Non c’è nulla di vero, assicurano dalla società, il ritiro da Piazza Affari «non viene assolutamente preso in considerazione». Anche Saras a inizio dicembre aveva smentito intenzioni di delisting da parte dei Moratti. Eppure a Piazza Affari l’ipotesi piace e ritorna. Al titolo basta questo per fare un +8,38%. Quanto all’Opa già sul tappeto, quella di Edizione su Benetton, al momento il management della holding sarebbe orientato a lasciare tutto così, senza rendere più generoso (come vorrebbe il mercato) il premio del 15% sul prezzo ufficiale di martedì. L’Opa è a 4,6 euro, prendere o lasciare, è l’indicazione giunta finora. Poi si vedrà. Anche il Financial Times ritiene che non ci siano grandi alternative all’adesione: «Gli investitori probabilmente dovrebbero prendere i soldi piuttosto che rischiare un futuro davvero incerto», almeno dal punto di vista borsistico. Ieri il cda del gruppo trevigiano «riunito d’urgenza» ha «preso atto» del comunicato del suo azionista di controllo e ha nominato gli advisor, tra cui Morgan Stanley per la parte finanziaria. A questo punto nel giro di una ventina di giorni il prospetto potrebbe approdare in Consob che, a sua volta, avrà due settimane per esaminarlo. In una Piazza Affari caratterizzata ieri da fiammate violente (Mediaset, ad esempio, è salita dell’8,2%), la febbre da delisting si accompagna a quella da scalata. E qui si entra nel terreno di Fondiaria Sai. Ad alimentare le aspettative del mercato sul titolo ci sono le indiscrezioni su un possibile intervento della compagnia francese Axa nella vicenda che ha visto l’intervento di Unipol. L’interesse transalpino potrebbe limitarsi ad alcuni asset, ma in Borsa c’è chi specula anche su qualcosa di più. Morale: ieri è passato di mano il 4% del capitale, il rialzo è stato del 13%. Nelle ultime tre sedute il titolo ha recuperato il 40%, oltre il 9% del capitale è passato di mano.