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 2012  febbraio 03 Venerdì calendario

Da Lady Gaga, lasagne in salsa pop - Lei è Cynthia, vestito nero di raso, attillato e corto, che si ferma fra i tavoli, saluta e sorride, mettendo in mostra un’acconciatura che evoca prepotentemente la somiglianza con la figlia

Da Lady Gaga, lasagne in salsa pop - Lei è Cynthia, vestito nero di raso, attillato e corto, che si ferma fra i tavoli, saluta e sorride, mettendo in mostra un’acconciatura che evoca prepotentemente la somiglianza con la figlia. Lui è Joe in completo scuro, aspetto burbero, grondante sudore, con le mani intente ad allisciarsi capelli costantemente in disordine. I genitori di Lady Gaga, che di cognome fanno Germanotta, non potrebbero essere più diversi e a chi varca la soglia della trattoria «Joanne», al 70 West della 68˚ Strada, si offrono al naturale, senza finzioni, esaltando un modello famigliare italoamericano basato sui forti contrasti da cui è venuta la figlia venticinquenne, la popstar capace di offuscare il mito di Madonna. Nella sera del debutto, «Joanne» si presenta nell’Upper West Side, a due passi dal Lincoln Center, come una via di mezzo fra una trattoria della campagna toscana e un locale notturno del Meatpacking District. In pochi passi ci si sposta da un universo all’altro. Appena entrati, colpisce il bar con la musica ad alto volume, le note martellanti dei motivi di Lady Gaga, i drink dai prezzi eccessivi e un arredamento ultramoderno. Con modelle mozzafiato che a chiunque indossi giacca e cravatta chiedono raccomandazioni per riuscire a superare la folla di trentenni vestiti di pelle e jeans al fine di «arrivare prima possibile a bere al bancone». Sembra di essere nel parterre di un concerto di Lady Gaga, con tutti proiettati in avanti, anche perché scorrono le immagini delle esibizioni della star nei grandi schermi digitali alle spalle del barman. Ma pathos, spinte e abbigliamenti bizzarri si fermano dove un’elegante cameriera accoglie con modi estremamenti formali chi ha riservato un tavolo al ristorante. Dopo di lei, si entra in un mondo assai differente. Sulla sinistra la cucina aperta in alluminio con i sette cuochi, sulla destra la lavagna vecchio stile con scritti a gesso i piatti del giorno e davanti la prima delle tre piccole sale, accoglienti come un locale del Chianti. Tavoli e sedie di legno, luci di candela, quadri con colori caldi, un piccolo patio, una sala privata che ricorda le cucine di campagna. Non c’è frastuono, prevale il tepore e Cynthia ci mette del suo perché passafraitavoli,si presenta, ringrazia i clienti di essere venuti nella sera dell’inaugurazione e si interessa a pareri,idee e gusti degli avventori. Parla di sè, della «mia Venezia» e per l’occasione mostra un’acconciatura che ricorda da vicino il look più classico a volte sfoggiato dalla imprevedibile figlia. La somiglianza fra le due donne serve a trasmettere l’impressione, quasi fisica, di essere a casa di Lady Gaga. L’irruenza della pop star d’altra parte si manifesta ogni volta che fra i tavoli passa il padre siciliano. Corpo imponente, sempre di corsa, quasi in affanno, Joe è incapace di nascondere l’irritazione con camerieri e cucina per l’incapacità di gestire oltre cento coperti rispetto ai sessanta previsti: l’attesa per un piatto di spaghetti con «meat balls» supera i settanta minuti e lui borbotta: «Domani mattina facciamo una riunione e mi sentono». Cynthia prova a smorzare la tensione osservando che «anche i debutti degli spettacoli di nostra figlia a volte registrano simili problemi». Ma serve a poco. Fra i piatti offerti nel menù spiccano le lasagne «a sei strati», tipiche di casa Germanotta, circondate da pietanze di nome italiano ma gusti del New Jersey, da dove viene la famiglia. La focaccia coperta di cipolle innaffiate di limone, la polenta con i calamari grigliati, il pollo con le salsicce dolci, «meat balls» a volontà e gli immancabili «macaroni & cheese» offrono una gamma di sapori della tradizione culinaria italoamericana che lo chef Art Smith sottolinea, offrendo per dessert il cappuccino o un espresso molto corretto. Questo è il mondo dove è nata e cresciuta Stefani Joanne Angelina Germanotta, il cui secondo nome è lo stesso della trattoria, in omaggio alla zia paterna scomparsa improvvisamente anni fa, provocando un dolore mai interamente superato.