Stefano Sansonetti, ItaliaOggi 03/02/2012, 3 febbraio 2012
Il nuovo redditometro traballa – Ormai anche gli osservatori più distratti si sono fatti venire qualche dubbio
Il nuovo redditometro traballa – Ormai anche gli osservatori più distratti si sono fatti venire qualche dubbio. Come mai a circa due anni dai primi annunci il nuovo redditometro, lo strumento che dovrebbe costituire una svolta nella lotta all’evasione fiscale, ancora non è pronto? La ragione sta nei tanti problemi di natura tecnica che stanno affrontando da tempo gli esperti dell’Agenzia delle entrate e della Sose, la società del ministero dell’economia che gestisce gli studi di settore. Le maggiori difficoltà, come ammettono fonti qualificate dell’amministrazione finanziaria, riguardano le risultanze della sperimentazione, ancora non soddisfacenti, l’utilizzo delle 100 voci di spesa che dovrebbero dare indicazioni sul reddito dei contribuenti e l’algoritmo che funge da base di calcolo. Proprio questo, infatti, è l’elemento che dovrebbe consentire all’Agenzia di trasformare un certo tipo di spesa in reddito presunto. In più, proprio perché si tratta di uno strumento che può incidere sulle scelte dei contribuenti, si stanno moltiplicando gli allarmi secondo i quali il redditometro potrebbe frenare i consumi. Abitazioni, automobili, natanti, aerei, iscrizione a circoli, vacanze, spese per centri benessere: sono solo alcune delle voci considerate all’interno del meccanismo. Ma queste non riescono ancora a essere «tecnicamente inattaccabili», come ha più volte auspicato Befera. Insomma, Entrate e Sose stanno avendo ancora troppi problemi nel mettere a punto un meccanismo che, a partire da una certa voce di spesa, dia luogo a un accertamento qualitativamente ficcante. Senza contare il problema della territorialità, che per certi versi sembra un rompicapo. Ora, che le difficoltà siano consistenti è dimostrato dal fatto stesso che, nella recente audizione parlamentare, il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, ha annunciato che lo strumento sarà pronto entro la prima metà di quest’anno. Quando, esattamente? Non si sa ancora, ma il tempo passa e la lotta all’evasione pretende che lo stato passi all’incasso, soprattutto se si vogliono migliorare gli 11 miliardi incamerati nel 2011. Lo stesso Befera, in passato, ha annunciato l’imminente utilizzo del nuovo redditometro più volte. Il 26 agosto 2011, per esempio, aveva detto: «Di sicuro uscirà entro fine anno» (vedi ItaliaOggi del 27 agosto 2011). Il 13 agosto del 2010, il direttore centrale accertamento, Luigi Magistro, aveva sostenuto: «Entro settembre contiamo di mettere a punto il prototipo del nuovo redditometro». Il 7 giugno del 2010, in un’intervista a Panorama, l’allora direttore aggiunto dell’accertamento Rossella Orlandi precisò: «L’applicazione delle nuove norme partirà dal 1° gennaio 2011». Per poi aggiungere che, «considerato che entra in vigore un sistema diverso, si è ritenuto di partire con le dichiarazioni che verranno presentate in queste settimane sui redditi del 2009». Nulla di tutto questo, però, è avvenuto. Anzi, è capitato anche che l’Agenzia delle entrate abbia dovuto smentire precipitosamente che alcuni voci di spesa, per esempio la polizza vita, avessero effetti scatenanti sul redditometro. Era la fine dell’anno scorso e la diffusione della notizia aveva portato i contribuenti a non rinnovare più le polizze. Gli annunci si sono succeduti per circa due anni, ma per il momento l’«ariete» antievasione non c’è. E questo non può far altro che preoccupare un’amministrazione finanziaria che sostiene di voler contribuire con ritmi sempre crescenti al recupero di preziose risorse per lo stato.