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 2012  febbraio 02 Giovedì calendario

SAPEVA PARLARE A TUTTI I LETTORI

SAPEVA PARLARE A TUTTI I LETTORI - Il nome di Wislawa Szymborska l’ho sentito pronunciare per la prima volta da Josif Brodskij vari anni prima che a Brodskij fosse dato il Nobel e il modo di pronunciarlo era tale da fare capire subito in quale alta considerazione la tenesse. Nel ricordo, tutti i nomi dei poeti suggeriti da Brodskij erano giusti e disparati. Ma la figura della Szymborska acquisì per me una nuova dimensione quando Adelphi cominciò a pubblicarla, nelle traduzioni felicemente congeniali di Pietro Marchesani. Allora mi accorsi, con sorpresa non soltanto mia, di che cosa vuol dire per un poeta essere popolare. Situazione improbabile, che ho visto in atto soltanto in questo caso. La Szymborska penetrava fra lettori di ogni tipo, dai più esigenti a quelli che, in linea di massima, evitano la poesia. I più sorprendenti, per vari motivi, erano questi ultimi; mossi dall’ammirazione e da una singolare forma di affetto, come verso qualcuno che sapesse qualcosa di molto preciso su loro stessi. Che cosa trovavano questi lettori, non strettamente letterari, nella Szymborska e non trovavano in altri poeti? Qui il discorso diventa inevitabilmente ipotetico. Ma almeno un punto è sicuro. Molti hanno letto la Szymborska come maestra di una disciplina indispensabile e spesso ignorata: l’arte di essere vivi. Nei suoi versi molti lettori hanno incontrato percezioni elementari ed essenziali a cui non sapevano — o non osavano — dare un nome, ma che tuttavia appartenevano alla tessitura nascosta della loro esperienza. Da qui un senso di gratitudine verso chi aveva rivelato — innanzitutto a loro — quei segreti, talvolta minuscoli e potenti, che altrimenti sarebbero rimasti impigliati e muti in quella tessitura. Non ho visto accadere nulla di simile con altri poeti, anche grandi, degli anni recenti.
Roberto Calasso