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 2012  febbraio 02 Giovedì calendario

Quel genio di Leonardo copiò l’uomo perfetto - Oggi Leonardo da Vinci è giù di corda. E la sua Gioconda è tri­ste

Quel genio di Leonardo copiò l’uomo perfetto - Oggi Leonardo da Vinci è giù di corda. E la sua Gioconda è tri­ste. Chi osa disturbare il loro son­no (il loro sogno) immortale dei giusti? L’artista più artista della storia dell’arte, il più dirompen­te, il più inno­vativo, e la don­na più donna della storia del­­l’arte, la più de­siderata, la più enigmatica, che riposano da secoli nella bambagia del­la gloria, ven­gono ora tra­volti dalla vile cronaca. Che alza la voce, che urla due notizie clamo­rose. Prima noti­zia: l’Uomo vi­truviano, ovve­ro la perfezio­ne architetto­nica sublima­ta nel corpo di un nostro simi­le, l’uomo s c i e n t i f i c a­mente misura di tutte le cose, come insegna­va, da parte sua soltanto re­toricamente, il buon vecchio Protagora già fra V e IV seco­l­o prima di Cri­sto, non è fari­na del sacco del genio vinciano. Il quale l’avrebbe allegramente scopiazzato da un architetto suo amico. Seconda notizia: la Gio­conda ha una sorella gemella. Abita al Prado di Madrid, e uscì dal pennello di Andrea Salai o di Francesco Melzi, più o meno in contemporanea con la nascita dell’originale, fiore all’occhiello del Louvre parigino. Addirittura, si dice, la seconda Gioconda si materializzò sulla tela nello stes­so atelier del Maestro, quando ancora Lui lavorava al ritratto per eccellenza. La prima notizia è senza dub­bio meno clamorosa nella sostan­za, ma più «pesante» per la repu­tazione del più fulgido intelletto del Rinascimento. Epicentro di questa scossa sussultoria è Ferra­ra, dove, studiando un antico ma­­noscritto, l’architetto Claudio Sgarbi (nessuna parentela, que­sta volta, con l’«originale» Vitto­rio...) è pervenuto alla conclusio­ne che quell’effigie immodesta­mente replicata dalle monete da un euro non può fregiarsi del copyright leonardesco. In una co­pia, datata verso la fine del Quat­trocento, del celebre Trattato sul­l’Architettur­a di Vitruvio compa­re un’immagine dell’Uomo vitru­viano antecedente a quella nota a tutti noi. Autore del disegno sa­rebbe stato Giacomo Andrea da Ferrara, un architetto conosciu­to, e ampiamente lodato, sia da Leonardo medesimo sia da Luca Pacioli. Insomma, in quell’occa­sione fu il Vinciano a copiare. «Bi­sogna arrendersi alla bellezza di quest’idea - spiega Sgarbi - , cioè che i due hanno come minimo collaborato al disegno». La seconda notizia giunge dal­la capitale spagnola, e gioca di sponda con Londra, cioè con il periodico The Art Newspaper . È El País a lanciare la bomba, spie­gando in un ampio articolo che, una volta rimosso lo strato di ver­nice scura che ne offuscava la bel­lezza, e lungamente vagliate le sue fattezze con gli strumenti non delle cognizioni estetiche, ma della tecnologia, quella che si riteneva una «semplice» copia di Monna Lisa, una dei tanti scim­miottamenti, ne è, invece, una stretta, strettissima parente. Me­r­itevole dunque di ben altra cata­logazione, di un ben altro «codi­ce fiscale» che la regolarizzi nel­la burocrazia dei beni culturali dell’universo mondo. Il dipinto dell’allievo di Leonardo fa parte della collezione reale spagnola dal 1666. Ma soltanto adesso, do­po esser stata sottoposta a un an­no di raggi X, di riflettografie, di trattamenti con il laser e con lo scanner- ha spiegato Ana Gonza­lez Mozo, ricercatrice del gabi­netto tecnico del museo- l’opera dev’essere guardata con un oc­chio diverso, un occhio meno in­dulgente e più incantato. Inol­tre, ammiccano quelle volpi «pradiste», la loro Monna Lisa, fra l’altro di dimensioni quasi identiche rispetto all’altra, del­l’altra è anche meglio conserva­ta. Come a dire: che aspettate, si­gnori? Annullate la gita alla Ville Lumière, destinazione Louvre, e venite qui da noi. L’appunta­mento è già fissato al prossimo 21 febbraio, quando la Giocon­da madrilena verrà presentata in pompa magna. Per poi, udite udi­te, recarsi addirittura in visita a quella parigina. Dal 29 marzo al 25 giugno sarà esposta in una mo­stra dedicata a Leon­ardo in occa­sione della presentazione del re­stauro della Sant’Anna . Quale delle due risulterà la più bella del reame? È proprio vero: oggi Leonardo da Vinci ha un cerchio alla testa e la sua Gioconda è un po’ meno gioconda. Sono soltanto malan­ni passeggeri? È presto per dirlo. Ne riparliamo fra qualche seco­lo.