Suzanne Daley, la Repubblica 02/02/2012, 2 febbraio 2012
Spagna Il borgo dei super fortunati che ha sbancato la lotteria – SODETO Solo poche settimane fa, le 70 famiglie di questo isolato borgo rurale lottavano contro le difficoltà della crisi economica e i danni provocati da una lunga siccità
Spagna Il borgo dei super fortunati che ha sbancato la lotteria – SODETO Solo poche settimane fa, le 70 famiglie di questo isolato borgo rurale lottavano contro le difficoltà della crisi economica e i danni provocati da una lunga siccità. Qualcuno aveva addirittura pensato di rinunciare a tentare la sorte con la grande lotteria spagnola di Natale detta "El Gordo" ("il Grasso"), una sorta di mania nazionale, ma alla fine aveva acquistato i biglietti per fedeltà all’associazione locale delle casalinghe, che ricava una piccola percentuale sulle vendite. Poi, il loro numero è uscito. Tutte le famiglie di Sodeto, tranne una, avevano almeno una quota del biglietto vincitore del più grande primo premio di sempre per la lotteria spagnola, un premio di 720 milioni di euro. Alcuni abitanti di Sodeto, per lo più contadini e operai edili disoccupati, hanno vinto milioni. Il meno fortunato si porta a casa un minimo di 100.000 euro. È una delle rare buone notizie nel panorama inesorabilmente cupo della crisi economica europea, ma ha anch’essa un suo costo: questo borgo, fino a poco tempo fa nient’altro che un puntino sulla carta, tre ore circa a nord-ovest da Barcellona, si è ritrovato invaso da venditori e da gente in cerca di fortuna. Un mattino, sono comparsi: bancari in giacca e cravatta che offrono alti tassi di interesse, autorivenditori che presentano le ultime BMW, venditori di mobili porta a porta. Come molti altri agricoltori locali, José Manuel Penella Cambra aveva da poco investito in impianti di irrigazione e si chiedeva come avrebbe fatto a saldare i debiti, quest’anno. La moglie, però, ha acquistato due biglietti, che ora valgono 200.000 euro,e suo figlio ne ha trovati altri due che aveva comprato in precedenzae aveva dimenticato, portando il totale a 400.000 euro. «Questo denaro significa che ora possiamo respirare», ha detto al bar del villaggio, qualche tavolino in formica e un divanetto in similpelle nera strappata. «E la cosa più bella è che non è successo solo a me. Hanno vinto tutti». Il giorno in cui sono stati estratti i numeri della lotteria, sono tutti impazziti, mentre ciascuno si rendeva conto di quanti compaesani avessero vinto oltrea lui. Quando si è diffusa la notizia,i contadini sono scesi in paese con il trattore. Il sindaco, Rosa Pons, parlando al megafono, si è congratulata con tutti. Anica Bordei, la proprietaria del bar, è scesa in strada con i calzini ai piedi, anche se erano bucati. «Alcune donne volevano andare dal parrucchiere», dice Rosa Pons. «Ma anche la parrucchiera aveva vinto, e diceva: "Oggi non lavoro". E così ha fatto». La lotteria di Natale, inaugurata nel 1812, è un grande evento in Spagna. Sono in molti a prendersi mezza giornata di permesso sul lavoro per poter vedere la mattina, in televisione, l’estrazione dei numeri da un’urna dorata. Quest’anno ci sono stati 1.800 biglietti che hanno partecipato alla vincita del primo estratto, il numero 58268,e ciascuno ha vinto 400.000 euro. Ogni biglietto costa 20 euro e per questo sono spesso suddivisi in «partecipazioni» da 5 euro l’una. Quest’anno, tuttavia, la vendita dei biglietti nonè stata facile. Per qualcuno, anche le «partecipazioni» più economiche risultavano care. Mari Carmen Lambea, che fa parte dell’associazione delle casalinghe, a un certo punto ha cercato di vendere un biglietto a un’amica il cui marito era disoccupato. La sua amica, però, le ha solo potuto promettere di pagarglielo dopo. Quando il numero è stato estratto, l’amica non glielo aveva ancora pagato, ma Mari Carmen glielo aveva comunque tenuto da parte. Finora, nessuno si è dato a spese folli. «Vedremo presto in paese un viavai di Mercedes?» dice Rosa Pons. «Io non credo. La gente investirà sui campi e forse si comprerà un divano nuovo». Recentemente, tornando dal bar, Mari Carmen Lambea ha notato una macchina che conosceva, quella di un dirigente di banca particolarmente determinato. «Oh, no», si è detta, nascondendosi. «Fammi spegnere il telefonino». Qualcuno, come José Manuel Penella, il contadino, spera chei soldi possano servirea far restare in paese la nuova generazione, in particolare suo figlio. Negli anni Sessanta, risiedevano a Sodeto 400 persone. Oggi, ha solo 250 abitanti. I giovani se ne sono andati. L’unico abitante a non aver vinto è Costis Mitsotakis, un regista greco, trasferitosi in paese per amore di una donna. La relazione non ha funzionato, ma lui è rimasto a vivere qui. Sembra che quest’anno, nel fare il loro giro, le casalinghe si siano scordate di lui. Mitsotakis dice che sarebbe stato bello vincere, ma comunque ne ha beneficiato anche lui. Aveva cercato di vendere un terreno senza molto successo. Il giorno dopo la lotteria, un vicino lo ha chiamato per dirgli che glielo avrebbe comprato. Il giorno dopo, lo ha chiamato un altro compaesano, ma Mitsotakis si è rifiutato di scatenare una guerra di offerte. «Il paese è piccolo», dice. «Non bisogna alimentare i cattivi sentimenti». (Copyright The New York Times - la Repubblica / traduzione di Luis E. Moriones)