Malabarba, Libero 2/2/2012, 2 febbraio 2012
C’È PASSERA PER SAVIANO
Stai a vedere che Roberto Saviano esce dalla porta della politica per rientrare dalla finestra. L’anno scorso Ezio Mauro aveva fatto di tutto per trasformarlo nel nuovo leader della sinistra, quel «Papa straniero» di cui vagheggiò in un’intervista all’Espresso. E l’autore di Gomorra per un po’ ci aveva creduto, atteggiandosi a predicatore in prima serata su Rai-Tre, demolendo le primarie del Partito democratico a Napoli, tenendo comizi alle manifestazioni antiberlusconiane.
Poi il vento è cambiato e il progetto sembrava tramontato. Ma ecco che s’affaccia all’orizzonte una nuova possibilità, ventilata ieri da Dagospia e, per adesso, ferma al livello di gossip. Anche se Dago non è noto per sbagliare le previsioni. Saviano sarebbe dunque «l’uomo scelto come “consigliere”» dal ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera «nella sua scalata a capo del governo». Scrive Dago: «Tra Corradino e l’autore di Gomorra i contatti, in questi giorni, sarebbero frequenti: si telefonano, si scambiano messaggi, si tengono aggiornati».
Che i due siano amici non è un segreto. Nel 2010 trascorsero assieme le vacanze a Sabaudia. Passera ospitò Saviano nella villa che gli affittava Claudio Toti. Si verificò pure un episodio parecchio spiacevole: sulla spiaggia furono trovate dagli agenti della Guardia forestale venti cornacchie morte. Un avvertimento dei boss, a quanto pare.
Da allora, il rapporto è rimasto saldo. E adesso potrebbe evolversi diventando un legame non solo amicale, ma politico, con l’impegno dello scrittore in qualità di «consigliere» del partito Forza Passera. Per quale motivo l’ex banchiere dovrebbe aver bisogno dell’apporto di un intellettuale come Saviano? Beh, gli servirebbe per crearsi una nuova immagine, specialmente sul versante sinistro. Se Robertino appiccicasse il suo bollino di qualità su Corrado, i compagni potrebbero mandar giù più volentieri i trascorsi da «capitalista» dell’attuale ministro. Secondo Dago, Passera sarebbe pronto a scendere in campo perla poltrona di Palazzo Chigi, magari alla guida «di una coalizione che vedrebbe insieme parte del Partito democratico, Udc e i probabili transfughi del Pdl», che abbandonerebbero Berlusconi (il quale sarebbe a conoscenza del progetto), la Lega e il centrodestra.
Se un’ipotesi del genere si verificasse e se veramente Saviano decidesse di spendere il suo nome a favore di Passera, a rodersi il fegato dovrebbero essere soprattutto gli attuali capoccia di sinistra. Per quanto negli ultimi tempi lo scrittore campano non abbia raccolto i risultati d’ascolto sperati nelle sue apparizioni televisive, gode ancora di un certo apprezzamento negli ambienti progressisti. Di sicuro tanto quanto basta a rivaleggiare con i vari Vendola, Bersani e Di Pietro.
Insomma, se davvero Saviano diventasse il Gran Visir di Passera, i piani di Ezio Mauro in qualche modo si realizzerebbero. Certo, Roberto non sarebbe protagonista in prima persona, impegnandosi direttamente come giovane leader. Si limiterebbe a garantire un appoggio su un lato a un progetto politico di più ampio respiro, in grado di impensierire più di un partito. Allo stesso tempo, potrebbe anche continuare la sua attività di autore e teletribuno.
Unica controindicazione: ma Passera ha davvero letto Gomorra?
Perché in quelle pagine del capitalismo, degli imprenditori (anche e soprattutto di quelli del Nord) e degli industriali non si parla benissimo. Magari qualche potenziale elettore potrebbe risentirsi...
Malabarba