Carola Uber, Chi, n. 6, 08/02/2012, pp. 86-91, 8 febbraio 2012
SIAMO GEMELLE PER CASO
Nel dubbio, Alice è quella sulla destra, Ellen quella a sinistra. «Abitudine», dicono all’unisono le gemelle Kessler. «Niente a che vedere con le idee politiche: lì non siamo né di destra né di sinistra, ma per una sana democrazia». Di quella fraterna loro se ne intendono: alla capacità di mettersi d’accordo per il bene comune devono la carriera, iniziata come ballerine al Lido di Parigi, a 19 anni, e decollata alla tv italiana cinquant’anni fa. Alice e Ellen Kessler, 150 anni in due, vivono in Germania, a Monaco (sono nate a Nerchau, presso Lipsia), ma, su invito del regista Giancarlo Sepe, sono tornate in Italia con il musical Dr Jekyll e Mr Hyde, in cui rappresentano il dualismo, la compresenza di bene e male, lo sdoppiamento della personalità.
Domanda. Siete considerate un’unica entità, voi stesse avete scritto il libro 1+1=1. Chi è il bene e chi il male delle due?
Alice. «L’ottimista è Ellen: più solare, più espansiva. Ma è anche più rompiscatole, dispettosa, attaccabrighe».
Ellen. «Perché sono più spontanea e rapida delle decisioni: è più facile che mi scaldi e dica quello che penso».
D. Poi dimentica?
Alice. «Nooo, ha una memoria di ferro! Ricorda i motivi di ogni lite, spesso questioni futili. Su quelle importanti siamo una cosa sola, mentre sulle piccole ci scontriamo».
D. Chi propone la pace?
Alice. «Nessuna, aspettiamo che le cose si sistemino da sole: basta un impegno di lavoro e passa tutto. Il record senza parlarci è stato di tre giorni».
Ellen. «Ti sbagli, sette».
D. Era per un uomo?
Ellen. «No, per gli uomini di Alice non erano il mio genere. E viceversa, per fortuna».
D. E se una era fidanzata e l’altra no, nascevano gelosie?
Ellen. «No, l’unica preoccupazione di quella non fidanzata era che l’altra imparasse bene passi, canzoni e copioni».
D. La più intraprendente?
Ellen. «Alice, senza dubbi. Io ero più imbrunata, non sapevo come comportarmi, spesso le cose succedevano e basta. Come con Burt Lancaster: ero paralizzata, fece tutto lui e, se non ricordo male, lo fece bene. Ma durò solo una notte».
D. È ancora così imbranata?
Ellen. «Forse ho più esperienza, ma non la uso. A un uomo della mia età dovrei chiedere un certificato di buona salute per non ritrovarmi a fare l’infermiera nel giro di pochi mesi».
D. Quindi basta amore?
Alice. «Basta. Ma abbiamo tanti buoni amici, molti gay».
D. A proposito: avete appena registrato il tema finale del film Good as you, la storia di otto amici omosessuali...
Alice. «Abbiamo cantato The Lady in the Tutti-Frutti Hat, un successo di Carmen Miranda. Amiamo i gay, siamo cresciute con loro: i ballerini di rivista etero erano pochissimi».
D. Proposte hot da donne?
Alice. «Sì, una volta, dalla moglie di un artista che lavorava al Lido. Passavo la notte da loro e non mi lasciava tranquilla, così sono scappata».
D. Chi ha avuto più uomini?
Alice. «Io. Ero meno scostante, più donna di mia sorella. Poi Ellen è stata vent’anni con Umberto Orsini e io, nel frattempo, mi sono data da fare. Faccio sempre questa battuta: lei ha avuto un uomo in 20 anni, io 20 uomini in un anno...».
D. Siete state fedeli?
Ellen. «Io sì. Ho avuto moltissime occasioni, ma non ci sono mai cascata. Sennò che senso ha stare con una persona?».
D. I suoi uomini hanno fatto lo stesso ragionamento?
Ellen. «Orsini no. Ci siamo lasciati perché l’ho sorpreso al telefono con un’altra. Per nascondere la storia, provò a sostenere che era diventato gay. Risi e dopo un po’ lo lasciai: diceva che in quanto attore aveva diritto a un’amante».
D. Chi è invecchiata meglio?
Ellen. «Acciacchi ne ha avuti più Alice, tra giunture e schiena, ma per il resto facciamo 40 minuti di ginnastica tutti i giorni e continuiamo a goderci la vita: viaggiamo e giochiamo a golf».
Alice. «lo non ho l’ossessione del tempo che passa, ma ogni tanto guardo Ellen e penso: "Assomiglio a lei? Terribile!"».
D. Nel ’98 avete fatto un lifting: chi lo propose?
Alice. «Ellen. Non me ne sono pentita, ma speravo meglio».
D. E la scelta di posare per Playboy nel ’75?
Alice. «Io non volevo assolutamente, poi vinse la curiosità di vedere la reazione degli italiani (fu record di vendite, ndr)».
D. Nessun imbarazzo?
Alice. «No, il fotografo era Angelo Frontoni, un amico, e molto gay. Una sorella!».
D. Chi ama di più l’Italia?
Ellen. «Io. C’è tuttavia una frase in cui mi riconosco:l’italiano rispetta il tedesco, ma non lo ama; il tedesco ama gli italiani, ma non li rispetta...».
D. Le vacanze: insieme?
Ellen. «Un mese all’anno sì, a Miami. Poi Alice va spesso a Kitzbühel e io a Roma».
D. Dove mettete i risparmi?
Ellen. «Nelle banche. Quello che non si mangeranno lo lasceremo a Medici senza frontiere».
D. Altre volontà in comune?
Alice. «Sì: se una si ridurrà allo stato vegetativo, l’altra l’aiuterà a uscire di scena».