Valerio Venturi, il Fatto Quotidiano 1/2/2012, 1 febbraio 2012
SI SPEGNE LA TV MONOLOCALE: “ABBATE RIPENSACI” - È
passata la voglia. Chiude Teledurruti. Grazie a chi c’era”. Termina così, con poche parole scritte su pizzini mostrati in camera, l’avventura della tv monolocale di Fulvio Abbate, scrittore, giornalista e intellettuale d’origine siciliana collaboratore de Il Fatto Quotidiano.
La notizia è del 25 gennaio. Pochi giorni, e già arriva la lacrimuccia-fiume del popolo del web. Non è una sorpresa. I filmati “funky” di Teledurruti lasciano molti orfani. I servizi di Abbate – cazzeggi, discussioni, approfondimenti culturali e di attualità – sono commentati da migliaia di utenti su youtube e sono linkati o seguiti da un popolo piuttosto consistente. Non stupisce quindi che siano in molti a rimpiangere uno spazio che dice terminata la sua storia. Eppure negli anni, Teledurruti aveva resistito anche ad avventurosi passaggi mediatici: l’emittente monolocale, che ha preso il nome dall’anarchico spagnolo Buenaventura, aveva cominciato a trasmettere nel 1998 su due tv romane, TeleAmbiente e TeleDonna, dopo l’esperienza-embrione a Italia Radio con Avanti Italia.
NACQUE ALLORA un’emittente-palafitta, un’avventura mediatica a fondo perduto dove è stato possibile, fra molto altro, promuovere prima un seminario sul tema dello stronzo e lanciare poi Vladimir Luxuria come soggetto politico. Nel 2008 la mono-tv sbarcò sul web, collezionando in pochi anni una audience significati-va. Dal marzo al giugno 2009, a Omnibus Life, show di La7, vollero l’Abbate di Teledurruti per la rubrica Abb(i)ate pazienza. Ora il giornalista ha perso la voglia di tirare avanti la carretta. Conseguenza? Centinaia di commenti di dolore postati sul sito. Qualche esempio . Rita Savio: “Dai Fulvio, non mollare! Non capisco… Ti prego non smettere!”; J: “Speriamo sia solo un momento di scazzo passeggero. Viva Teledurruti!”. Carolina Cutolo: “Lo so che è solo un mio problema se sono dipendente ossessivo-compulsiva della tua fantasia, parassita quotidiana e insaziabile delle tue felici intuizioni, sanguisuga che vive di luce riflessa del tuo estro. Lo so che mi merito la fine di Teledurruti (…) Però lasci un grande vuoto!” Alberto: “Fulvio non so che farmene di internet senza Td. Restano le donne gnude noiose come nient’altro”. Che Fulvio Abbate ci ripensi? “Al momento considero l’esperienza chiusa” spiega Abbate. Perché? “Tutto nasce da una ferita narcisistica. Trovo paradossale che debba essere un oggetto come la mia mono-tv, a supplire alle carenze di media che sarebbero più abilitati a dare risposte, sia dal punto di vista dell’informazione culturale, sia della provocazione”. Ma l’emittenza radiotelevisiva di serie A, salvo qualche eccezione – Blob, Omnibus – non ha colto le potenzialità di una idea che sul web ha sbancato. “La tv monolocale nasce dall’esperienza di Avanti popolo, trasmissione cult che facevo su Italia Radio. Quando venne normalizzata dal gruppo Espresso e io cacciato, continuai a fare una radio visiva in tutta libertà su Youtube. Non fosse stato per la rete, sarei stato tagliato fuori in nome dell’etica molto opinabile di emittenti come Radio Dj”. Ora, nonostante il super-successo sul web, le prospettive alt(r)e della web-tv restano relative.
LA BUONA NOTIZIA è che il futuro di Teledurruti resta aperto: “Penso che non riuscirò a tenerla chiusa per l’eternità: per me è anche una scialuppa di salvataggio. D’altronde posso ricominciare quando cazzo mi pare. Mica solo Mentana può dire che se ne va e poi dire che stava scherzando”.