e. f., il Fatto Quotidiano 1/2/2012, 1 febbraio 2012
COPRIFUOCO A SCAMPIA? PARTE LA MOBILITAZIONE DEL WEB - I
COPRIFUOCO A SCAMPIA? PARTE LA MOBILITAZIONE DEL WEB - I morti dall’inizio dell’anno nella guerra di camorra a Scampia sono cinque. In campo gli uomini del clan Abbinante, i figli di “Papele ‘e Marano”, prima alleati di Paolo Di Lauro, il re della droga e del falso, poi vicini agli “scissionisti”, i nemici del boss che tutti chiamavano Ciruzzo ‘o milionario. In ballo il controllo del quartiere, da sempre il più grande supermarket della droga. Si è pronti per un’altra guerra di camorra. Un servizio de Il Mattino, il quotidiano più letto della città, descrive nei particolari il controllo degli Abbinante-Abate, e parla di un coprifuoco imposto a famiglie e commercianti della zona. Vietato uscire di notte, limitare le uscite anche di giorno. Stesso discorso per i commercianti, che sarebbero stati avvisati con una sorta di “pizzino”. Insomma, una situazione da narco-repubblica, con i soldati dei clan a presidiare un quartiere di 130 mila abitanti. Ed è partita la mobilitazione sul web, prima su twitter con un messaggio della deputata Pd Pina Picierno, poi con una pagina su Facebook dal titolo “Occupy-Scampia”. L’obiettivo è organizzare una manifestazione nel quartiere napoletano, per “far capire a quelle bestie che quel territorio non è loro”, scrive la deputata.
“USCIAMO dalla dicotomia coprifuoco sì, coprifuoco no – scrive un utente – Scampia non è solo questo, ma i cittadini onesti che ci vivono”, ed elenca le tante associazioni che quotidianamente, tra Le Vele e le Case dei Puffi, fanno attività di volontariato. “C’è una guerra di camorra – dice Angelo Pisani, il Presidente della Muncipalità –, servono più forze di polizia, ma attenti a parlare di coprifuoco, si rischia di fare pubblicità ai boss. Qui i ragazzini girano con la foto dei camorristi sul cellulare”. Don Tonino Palmese è il referente di Libera a Napoli. “Scampia – dice – va sempre verificata, ho letto quel servizio e l’allarme che ne è seguito, ma starei attento a mettere insieme la realtà durissima del quartiere e della guerra di camorra, con la leggenda. Il controllo del territorio c’è, qui come in altri quartieri della città, ma non siamo ancora arrivati a questo punto. In ogni caso, tutto quello che si fa per richiamare l’attenzione sulle condizioni di Scampia va bene”.