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 2012  febbraio 01 Mercoledì calendario

Come vengono finanziati i partiti? - Dopo lo scandalo Lusi scoppiato nell’ex Margherita ci si interroga sui meccanismi di finanziamento dei partiti Qual è il loro giro d’affari? E’ una cifra costituita da molte voci, non tutte ufficializzate

Come vengono finanziati i partiti? - Dopo lo scandalo Lusi scoppiato nell’ex Margherita ci si interroga sui meccanismi di finanziamento dei partiti Qual è il loro giro d’affari? E’ una cifra costituita da molte voci, non tutte ufficializzate. Nel bilancio 2010 del Pd si trovano proventi pari a circa 58 miliardi di euro e oneri per circa 98 miliardi mentre il un patrimonio netto pari a circa 126 miliardi di euro. Il Pdl ha proventi pari a quasi 47 milioni e oneri di circa 52 milioni e 800 mila euro e poiché è stato fin dall’inizio concepito come una struttura leggera, non ha beni immobili di proprietà e circa 350 milioni di beni mobili, comprese auto, arredi e macchine per ufficio. Quali voci non appaiono? Senza considerare eventuali illeciti sotto forma di tangenti o altro, esistono cifre che vengono versate in nero come la somma che i parlamentari girano ai partiti. In genere tra i 1.500 e i 2 mila euro al mese considerati una forma di «erogazione liberale» non tassata. Con il referendum del ‘93 è stato vietato il finanziamento pubblico ai partiti ma esiste un suo surrogato: un «rimborso elettorale» di un euro per ogni voto preso alle elezioni del parlamento nazionale, europeo e nelle regioni per ciascun anno di legislatura (parliamo dunque di milioni), dividendosi anche la quota dei partiti fuori dal parlamento che hanno preso voti ma per una quota inferiore al 4%. A questi soldi si aggiungono quelli che gli eletti a qualsiasi livello versano nelle casse dei tesorieri senza alcun tipo di pubblicità. I partiti sono in attivo o in passivo? Dipende. Il Pdl ha chiuso il 2010 con circa 6 milioni di disavanzo e il Pd con 43 milioni di euro. Il Prc ha chiuso il 2010 con un avanzo di circa 250 mila euro ma soltanto perché aveva incassato l’ultima quota relativa al rimborso per le spese elettorali. Esiste un obbligo di redigere un bilancio? La legge 2/1997 introduce l’obbligo per i partiti di redigere un bilancio per competenza, comprendente stato patrimoniale e conto economico, il cui controllo è affidato alla Presidenza della Camera. La Corte dei Conti può controllare solo il rendiconto delle spese elettorali. E’ possibile controllare la veridicità delle voci presenti in bilancio? Esistono dei revisori nominati dai presidenti di Camera e Senato per controllare i bilanci del partito. Nel libro «Partiti S.p.a.» l’autore Paolo Bracalini chiede a uno di loro se sia possibile verificare che i milioni versati a un movimento politico siano stati effettivamente spesi come il partito dichiara. La risposta è un semplice «No». E nemmeno la Corte dei Conti ha grandi poteri ispettivi. La grande segretezza è garantita dalla Costituzione secondo la quale si tratta di semplici associazioni private alla pari di una qualsiasi bocciofila. E’ facile accedere ai dati dei partiti? Dipende dai partiti. Il Pd è il primo partito ad avere il bilancio certificato dalla PricewaterhouseCoopers. Il bilancio è regolarmente in rete e accessibile a tutti. Abbastanza facile trovare in rete anche i dati relativi ai radicali o all’Idv anche se non aggiornatissimi. Per avere accesso al bilancio del Pdl è invece necessario rivolgersi alla Camera dove una copia viene depositata ogni anno. Quanto ricevono ogni anno i partiti sotto forma di rimborso elettorale? In base alle cifre presenti in Gazzetta Ufficiale, circa 600 milioni di euro sono stati versati in cinque anni, dal 2008, ai due maggiori partiti, Pdl e Pd. Ma nel 2010 (anno di elezioni regionali e dell’ultimo bilancio depositato) il Pdl ha speso 20 milioni circa per la campagna elettorale. Gliene verranno rimborsate cinque rate annuali da 10,6 milioni, per un totale di 53 milioni di euro, due volte e mezzo la spesa sostenuta. Il Pd invece ha speso 14 milioni di euro, ma ne riceverà in cambio 51 dallo Stato, più del triplo. La Lega ha speso 8 milioni per la campagna elettorale, ma ne incasserà quasi 25. L’Udc ha impegnato circa 6 milioni e incasserà 11 milioni, quasi il doppio. Il Partito dei Pensionati riceverà cinque rate da 177.000 euro (885 mila euro complessivi) per le ultime regionali, a fronte di una spesa di 40 mila euro. I Verdi-Verdi, presenti quasi solo in Piemonte, incasseranno 300 mila euro di rimborso elettorale. L’Alleanza di Centro di Pionati dividerà con la Democrazia Cristiana più di 550.000 euro. E l’Udeur di Mastella, anche se non è in Parlamento, avrà comunque rimborsi elettorali pari a 800 mila euro. Come mai tante fondazioni fanno capo a uomini politici? Mentre sui partiti politici grava l’onere della loro pubblicità e a ogni singolo parlamentare è fatto obbligo di dichiarare alla Camera di appartenenza la provenienza dei finanziamenti ricevuti, niente di tutto questo è previsto per le fondazioni, esentate anche da qualsiasi controllo di organi.