Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  febbraio 01 Mercoledì calendario

LE KESSLER: TRA NOI PATTO PER L’EUTANASIA

-Una vita passata danzando insieme, una vicina all’altra. E ora per Alice e Ellen Kessler è inconcepibile anche solo il pensiero che un giorno una delle due possa guardare l’altra da un letto, intrappolata dalla malattia. Quindi un patto. Una decisione che le due sorelle hanno preso da qualche tempo, di comune accordo, come hanno sempre fatto: «Se una di noi si ridurrà allo stato vegetativo, l’altra l’aiuterà a uscire di scena».
Un sì all’eutanasia consegnato alle pagine di Chi. Se il destino vorrà che una delle due Kessler dovesse entrare in coma irreversibile o comunque in uno stato vegetativo, l’altra l’aiuterà a morire. Il pensiero su questa sciagurata uscita di scena arriva per le due sorelle quando sono ancora due tonicissime ballerine di 75 anni, per niente preoccupate dal dover sostenere una tournée di quasi un mese, ormai alle porte. Dal 7 febbraio infatti le due balleranno e canteranno all’Alfieri di Torino sulle note del musical «Dr Jekyll e Mr Hyde», con cui sono tornate in scena lo scorso ottobre, dopo anni di assenza dal teatro.
Loro, così uguali nell’aspetto — con quelle gambe lunghe lunghe che han fatto girare la testa a milioni di uomini improvvisamente interessati alla danza, i capelli biondi e il sorriso smagliante — eppure diversissime nel carattere, sull’eutanasia non hanno avuto dubbi: il pensiero sul potenziale aiuto che una darebbe all’altra in caso di estrema difficoltà è stato per entrambe lo stesso. Identico, come il loro aspetto. «Lo abbiamo detto e lo ripetiamo convinte: se una di noi due non dovesse farcela più, l’altra provvederà a staccare la spina», ribadiscono Ellen e Alice prima di entrare in scena al Teatro Kennedy a Fasano. «Siamo sorelle, siamo gemelle, siamo sempre state molto unite. Sarebbe impossibile accettare di vedere l’una soffrire, mentre l’altra resta a guardare. Se una delle due per esempio restasse immobile su una sedia a rotelle, oppure in uno stato irreversibile di demenza, in uno stato vegetale, l’altra sarebbe pronta a darle una pillola o qualcosa del genere per farla finita. E la farebbe finita anche colei che resta».
Dunque non solo la scelta dell’eutanasia, ma anche del suicidio? «Assolutamente sì — risponde Ellen —. Che senso avrebbe per la sorella sopravvissuta di sopravvivere da sola? Sarebbe solo un’immensa sofferenza e, oltretutto, dovrebbe anche fare i conti, magari, con la giustizia, accusata di omicidio». Ma come si arriva a questa non facile decisione? «Osservando la sofferenza di persone che conosciamo che si sono trovate in situazioni dolorose di questo genere. E non sono solo i malati a soffrire, anzi, a volte non capiscono nemmeno ciò che gli sta succedendo. Ma a soffrire sono i familiari, chi li cura. Una tragedia nella tragedia. Nel mondo animale, dove non ci sono sovrastrutture, è tutto molto più semplice: se un cagnolino sta soffrendo per una malattia incurabile, lo si addormenta per sempre. Lo si accompagna dolcemente verso la morte». E come la si mette con i problemi di natura religiosa o morale? «Non siamo religiose... Allora si sceglie in maniera diversa: in Olanda esiste questa libertà, in Svizzera pure... in Germania ancora non c’è questa legge, ma speriamo ci sia presto».
Emilia Costantini
Chiara Maffioletti