Ilaria Sacchettoni, Corriere della Sera 01/02/2012, 1 febbraio 2012
«I SOLDI A LANDE? SONO STATA UN’IMBECILLE» —
Mai sfiorata dal pensiero che le società del «Madoff» esercitassero abusivamente. Inconsapevole del rischio («Sentii parlare di derivati finanziari a Report»). Delusa nelle aspettative «Con Lande ho perso 150 mila euro». Insomma «un’imbecille» dice.
Camicetta color champagne, cardigan lilla, pantaloni neri, Sabina Guzzanti offre la sua versione al pm Luca Tescaroli. È curioso sentire l’ex autrice di Raiot parlare di «plusvalenze» e assegni intestati a quel Gianfranco Lande che aveva amici-soci fra i Nar.
Ma il processo al «Madoff dei Parioli» è pieno di sorprese: lunedì aveva deposto monsignor Francesco Ricci, rettore di Santa Sabina all’Aventino, che a Lande staccò un assegno di un milione e 600 mila euro. Il fascino del «Madoff» era in quei Blue Waters (e altri) che, in qualche caso, rendevano fino al 19 per cento.
Fu sua madre, spiega Sabina, a consigliarle di investire sui derivati. Il padre Paolo Guzzanti, la sorella Caterina, e i cugini Sandro e Grazia Balducci erano tutti investitori: «Insistetti fin dall’inizio per pagare le tasse sui profitti, malgrado Torregiani e Lande dicessero che era inutile e che nessuno lo faceva», dice.
«Emerge finalmente il profilo medio dei clienti di Lande, consapevoli dei rischi. Lande non era un imbonitore televisivo alla Vanna Marchi», commenta il difensore Salvatore Sciullo. Quanto al milione e 600 mila euro investiti da monsignor Ricci, è già in corso una rogatoria in Vaticano per conoscere i movimenti sul suo conto corrente. Dal Vaticano la precisazione: «Ricci operava per suo conto e non per la Congregazione»
Ilaria Sacchettoni