Marco Cobianchi, ItaliaOggi 1/2/2012, 1 febbraio 2012
Mieli e Ferrara su Twitter: poche parole e tanti seguaci – Il commento migliore è di Marco Follini: Paolo Mieli su Twitter «è un po’ come Beethoven alla chitarra elettrica»
Mieli e Ferrara su Twitter: poche parole e tanti seguaci – Il commento migliore è di Marco Follini: Paolo Mieli su Twitter «è un po’ come Beethoven alla chitarra elettrica». Ma è solo una delle manifestazioni di quella irrazionale euforia che ha sconvolto Twitter appena si è saputo che l’ex direttore del Corriere della Sera e attuale presidente di Rcs Libri ha aperto un proprio profilo sul social media. L’incredula attesa è alimentata dal fatto che Mieli, da quando sabato 28 gennaio ha fatto il suo ingresso nel sito di microblogging, ha prodotto un solo tweet in risposta ai suoi fan che si chiedevano se quel @paolomieli fosse da attribuire a lui o a un mitomane. «Sì, sono io», ha risposto ad una precisa domanda di Anna Masera de La Stampa. Mancava le dicesse di mettere le mani nel costato e la rivelazione sarebbe stata perfetta. A quel punto Anna Masera ha diffuso il lieto evento: «È ufficiale: anche Paolo Mieli twitta. Proprio lui? Proprio lui«. Immediatamente è scattata la corsa: pochi giorni e i follower di Mieli sono diventati 540, tutti in attesa del suo secondo tweet anche se per ora Mieli, come direbbe Leopardi, non favella. Non twitta. Diverso l’approccio di un altro big del giornalismo italiano, sceso anche lui nell’agone di Twitter negli ultimi giorni: Giuliano Ferrara. Il direttore de Il Foglio ha scelto un nickname autoironico: @ferrarailgrasso. Anche Ferrara, però, non è molto prolifico: appena tre tweet l’ultimo dei quali dice: «Basta deutscheuro, dice Boris Johnson sul Telegraph. Definitivo». Antonio Polito ha commentato: «Non avrei più dubbi, se cita Boris Johnson, Ferrara è lui». Ma la battuta migliore a proposito della discesa in campo di Ferrara è di Cetty D.: «Giuliano Ferrara è su Twitter da questo pomeriggio. Cancellati 5mila profili per fargli spazio». Più sobria la discesa in campo di Mario Monti. Il presidente del Consiglio si è iscritto il giorno di Natale, il 25 dicembre 2011. Nonostante ci sia chi sostiene che il suo account sia un falso, è evidente che l’account è proprio suo. Arrivato meno di un mese fa in un social network con 2,5 milioni di iscritti in Italia, nel suo primo tweet è lui a dire «benvenuti» agli altri. Come un professore universitario: non è lui che entra in un’aula gremita di studenti, sono gli studenti che sono entrati nella sua aula.