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 2012  febbraio 02 Giovedì calendario

Un’eminenza grigia tra affari, finanza e politica, un uomo che dispone di informazioni estremamente riservate, grazie alle quali riesce a mettere a segno affari incredibili: così viene descritto il senatore bresciano Riccardo Conti, 64 anni, un supercattolico con le mani in pasta negli affari della Curia bresciana e con ottime entrature in Vaticano

Un’eminenza grigia tra affari, finanza e politica, un uomo che dispone di informazioni estremamente riservate, grazie alle quali riesce a mettere a segno affari incredibili: così viene descritto il senatore bresciano Riccardo Conti, 64 anni, un supercattolico con le mani in pasta negli affari della Curia bresciana e con ottime entrature in Vaticano. Figlioccio politico di Bruno Boni (classe 1919) uno dei fondatori della Democrazia cristiana (sindaco di Brescia per circa trent’anni, dal 1948 al 1975 e dal 1993 vicepresidente della Società autostrade Brescia-Padova), Conti negli anni 80 è segretario provinciale della Dc bresciana. All’epoca fa parte della destra democristiana, ha ottimi rapporti con Arnaldo Forlani ma anche con la componente «affaristica» che fa capo al ministro dei Lavori pubblici Gianni Prandini. Ma è vicino anche alla «corrente del Golfo» di Gava e Scotti. Affianca la politica alla passione per i libri e per il mattone: mette infatti in piedi prima una tipografia, poi una casa editrice, le Edizioni del Moretto, entrambe situate a due passi dalla residenza del vescovo; infine una libreria in centro a Brescia. Con la Curia ha sempre avuto rapporti strettissimi e si dice che il padre, mediatore, gestisse beni dei religiosi bresciani. Nel ’91 ingaggia una competizione feroce con Pietro Padula (sinistra Dc) per diventare sindaco ma soccombe. È però trasversale e nel settembre ’92 (dopo un mutamento di giunta) accetta un incarico come vicesindaco nella giunta guidata da Paolo Corsini, Pds. Un mese dopo viene coinvolto in un’inchiesta per contrabbando di rame e frode ai danni dello Stato e si dimette: chiarirà tutto, dimostrando che i soldi (700 milioni) ricevuti dalla vendita della sua libreria alla moglie dell’imprenditore Giovanni Bonomelli non erano il provento di una maxi evasione dell’Iva commessa attraverso il contrabbando di rame da un gruppo di imprenditori lombardi. In politica è trasformista: dopo Tangentopoli e la fine della Dc aderisce all’Unione dei democratici cristiani e Democratici di centro (Udc), che però poi abbandona seguendo Marco Follini nel movimento Italia di Mezzo. Non segue tuttavia Follini nel votare la fiducia al governo Prodi e nell’aderire al progetto del Partito democratico. Si avvicina invece a Rocco Buttiglione e lo segue nell’alleanza con Forza Italia. Con l’Udc è deputato dal 2001 al 2008. Nel 2008 si avvicina al movimento dei Popolari liberali di Carlo Giovanardi e aderisce al Popolo della libertà: viene eletto senatore in sostituzione di Roberto Formigoni, che ha optato per il suo quarto mandato da presidente della Regione Lombardia. La passione per l’immobiliare ereditata da papà non lo abbandonerà mai e nel 2004 è al centro delle proteste operaie in quanto appartengono a una sua società, la Estate6, le aree su cui sorgevano gli stabilimenti dell’Alfa di Arese, al centro di una dismissione (con annesso progetto di «riconversione») che avrebbe decretato la morte dello stabilimento e dei relativi posti di lavoro. In quella fase, si ipotizza che dietro Conti ci sia il finanziere bresciano Emilio Gnutti (Hopa) che sarebbe poi diventato celebre per molte altre imprese finanziarie. Cattolico di ferro, di lui si dice che simpatizzi più per l’Opus Dei che per Cl, tanto che ha una partecipazione nella Lux Vide di Bernabei. «Ma ha rapporti trasversali con tutte le componenti del mondo cattolico, se si tratta di fare affari», rivelano fonti che non vogliono essere identificate. «Ha amicizie dappertutto: dalle banche ai Servizi». Nel corso del tempo ha costruito un piccolo impero immobiliare e se si effettua una visura camerale si scopre che a lui fa riferimento una galassia di società immobiliari (Estate 1,2, 3, 4, 5, 6, 7,8, 9) e che negli ultimi anni ha effettuato numerose operazioni in cui figurano nomi come: Iper Montebello spa (con Ubi fiduciaria), Campagnoli allevamento suini srl, Retail park srl, Tea srl, Mincio srl, Losep srl. A lui fa capo inoltre la società fiduciaria Capital investment trust. Ferruccio Pinotti