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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

SEQUESTRATI 3 MILIARDI ALLA CRIMINALITÀ

Riciclaggio, criminalità organizzata e reati finanziari. Sono, queste, le altre forme di illegalità su cui la Guardia di Finanza tiene accesi costantemente i suoi fari e che nel solo 2011 hanno consentito di sequestrare beni ai mafiosi per oltre 3 miliardi di euro.
Criminalità organizzata e usura (si veda il servizio qui sotto) spesso vanno a braccetto. E nel contrasto alle mafie l’azione della Guardia di Finanza nel 2011 ha portato a sequestri patrimoniali per oltre 3 miliardi di euro nelle 4.100 investigazioni patrimoniali antimafia che hanno riguardato 8.500 soggetti. Di questi 1.400 erano società.
Sulla territorialità dei fenomeni mafiosi l’esclusiva resta al Mezzogiorno anche se,
come ha sottolineato il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Nino Di Paolo, «partendo dal Sud, spesso le Fiamme Gialle approdano in luoghi che stanno in altre parti d’Italia, al centro come al Nord, o addirittura all’estero».
A dirlo sono sempre i numeri: dei 3 miliardi di euro sequestrati ai clan, oltre mezzo miliardo di euro è stato sequestrato nel Centro-Nord (come quello del Teatro Ghione a Roma nei primi mesi del 2011 e quello di beni per oltre 600 milioni di euro eseguito, non solo in Campania ma anche in Abruzzo e nel Friuli, nei confronti del clan Mallardo). Nel bilancio 2011 ci sono anche i 700 milioni pari al valore dei beni e degli investimenti sequestrati all’estero.
Altro fronte caldo è quello del riciclaggio. I soggetti denunciati sono stati 1.540 e i sequestri hanno superato il miliardo e mezzo. Su 43.718 segnalazioni sospette effettuate dall’Uif della Banca d’Italia, le Fiamme Gialle su iniziativa propria o su imput della Procure, ne hanno approfondite 9.154. Non solo.
Per violazioni degli adempimenti antiriciclaggio previsti dal decreto 231/97 lo scorso anno i reparti operativi hanno emesso 5.012 verbali e degli oltre mille soggetti denunciati circa il 50% è stato arrestato.
Il contrasto al riciclaggio spesso si trascina con sè, in un’ottica di indagine a tutto campo che va dall’evasione fiscale alla tutela della spesa pubblica e alla lotta alla criminalità organizzata intreccia a doppio filo con la lotta all’uso del contante, che resta a tutti gli effetti la via maestra dell’evasione fiscale. Nel 40-45% delle segnalazioni sospette ai fini antiriciclaggio le violazioni riscontrate riguardano proprio la movimentazione di denaro contante ritenuta sospetta o a movimentazioni bancarie non giustificate. Inoltre c’è il contante che "prova a passare" la frontiera: il 2011 si è chiuso con 4.230 interventi che hanno consentito di intercettare e sequestrare titoli o disponibilità per 38 milioni di euro.
Oltre al contante il riciclaggio passa anche per i reati finanziari, bancari, societari e i fallimenti.
Sull’intero territorio le persone denunciate sono state 4.453 (510 arrestate) e i milioni sequestrati circa 413.
Il caso più eclatante del 2011 è stata la truffa dei Parioli emersa dalla denuncia per un mancanza di poche miglia di euro. La truffa realizzata dal cosiddetto "Madoff dei Parioli" alla fine aveva un valore di 170 milioni di euro.