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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

Gli amori fuori sede dei nuovi italiani - Andate (in Europa) e moltiplicatevi! Umberto Eco lo teorizza - e sponsorizza in prima persona, dato che sua moglie è tedesca - da anni: «Il progetto Erasmus ha non solo valore intellettuale, ma anche sessuale, o se volete genetico

Gli amori fuori sede dei nuovi italiani - Andate (in Europa) e moltiplicatevi! Umberto Eco lo teorizza - e sponsorizza in prima persona, dato che sua moglie è tedesca - da anni: «Il progetto Erasmus ha non solo valore intellettuale, ma anche sessuale, o se volete genetico. Mi è capitato di conoscere molti studenti e studentesse che, dopo un certo periodo trascorso all’estero, si sono sposati con una studentessa o uno studente locale. Se la tendenza s’intensifica, visto che poi nascerebbero figli bilingui, in una trentina d’anni potremmo avere una classe dirigente europea almeno bilingue». Letta così sembra facile. Trovare l’anima gemella in Erasmus, però, è come superare gli esami universitari: impegnarsi non basta. E non solo perché la realtà, tra fidanzati/e lasciati/e a casa, tradimenti e ritorni di fiamma assomiglia alla trama del film «L’appartamento spagnolo». Come racconta Davide Faraldi, autore di «Generazione Erasmus» (Aliberti), un periodo di studio (ma soprattutto di vita) all’estero è un’esperienza unica anche per i rapporti di coppia: «Durante l’Erasmus le relazioni amorose vengono vissute come se ci si trovasse all’interno di una vacanza lunga 6 o 9 mesi. Fin dal primo bacio la domanda che rimbalza nella mente è: e poi come facciamo quando sarà finito l’Erasmus?». Ilario Grasso, un ragazzo ligure di 29 anni, è uno di quelli che, tornato in Italia, ha fatto i salti mortali per salvare la sua storia d’amore: «Nella vita media dell’Erasmus a Barcellona, la priorità giornaliera è decidere in quale locale concludere la nottee prendere la prima metro a Liceu o a Marina alle sei del mattina con un churro pucciato nella cioccolatacalda. Invece, se sei un po’ disattento, la sera giusta ti innamori. Prima sono mesi supplementari aggiunti al periodo consentito dall’università e pagati con pomeriggi tra gli scaffali di un Lidl. Sono tonnellate di patatas bravas nei bar, passeggiate al park Guell, serate innaffiate di cava alla Champanyeria. Poi c’è la distanza e lo studio maniacale dei siti Ryanair, Vueling, Clickair. Viaggi da pochi euro ma orari fuori dal senso comune e riesci persino a pensare con nostalgia a posti come Girona, Orio al Serio o Pisa-Galileo Galilei. Poi ti ritrovi tu a ricevere lei, a parti invertite: uno stage all’Acquario di Genova, gli esami a Padova, il master a Milano. Negli aeroporti e sul «Salvador Dalì», il treno che la notte taglia la Francia come un coltello e unisce Milano e Barcellona, conoscere altri come te, pendolari d’amore e d’Europa. Poi la crisi, quella con la C maiuscola che scuote la Spagna come un terremoto e le tante con le c minuscole che scuotono ogni storia. Le crepe si allargano, gli orizzonti di ognuno si fanno sempre più lontani. E quando ormai tutto è finito da un pezzo, arriva la beffa di Vueling che lancia il collegamento lowcost Genova-Barcellona». Ma ci sono anche le storie a lieto fine, quelle che finiscono con un brindisi in sala parto. È il caso di Giovanni Erasmo (ebbene sì) Svartling, due anni e mezzo, e di suo fratello Serafino, 10 mesi, figli di Marta Allegrina (italiana di San Sebastiano Curone, Alessandria) e Kristofer Svartling, di Goteborg. «Ci siamo conosciuti a Monaco nel 1998 e nel 2007 ci siamo sposati - racconta Marta -. A casa cerchiamo di parlare entrambe le lingue e di mangiare sia la pasta al pesto che le polpette con la marmellata. Per quanto riguarda i cartoni animati, invece, sono ammessi solo quelli svedesi». «Il cartone preferito di Giovanni, “Alfons Åberg” - prosegue Marta - descrive la vita di un bambino e del suo papà. La mamma non compare mai. In compenso il papà rifà il letto, va a fare la spesa e gli racconta le fiabe prima di andare a dormire. Non c’è confronto con i cartoni animati italiani».