SANDRA RICCIO, La Stampa 31/1/2012, 31 gennaio 2012
Nell’Europa del rigore multe salate per chi sfora - Dovrà blindare i conti nell’eurozona, migliorare la governance dei Paesi europei e far tornare la fiducia dei mercati sull’Europa
Nell’Europa del rigore multe salate per chi sfora - Dovrà blindare i conti nell’eurozona, migliorare la governance dei Paesi europei e far tornare la fiducia dei mercati sull’Europa. Il Fiscal compact, il Patto di bilancio, nato da un’idea del Presidente della Bce, Mario Draghi, e sul tavolo dei leader Ue (ad eccezione della Gran Bretagna e Repubblica Ceca) renderà più stringenti le regole di disciplina dei conti pubblici e semiautomatiche le sanzioni per chi non le rispetta. La +bozza del documento, intitolato «Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell’Unione economica e monetaria» fissa in 11 pagine le future linee guida che disciplineranno le politiche economiche dei Paesi europei nei prossimi anni. La regola d’oro L’elenco delle norme e degli impegni parte dal tetto fissato per il deficit che dovrà essere sostanzialmente in equilibrio, con uno sforamento massimo dello 0,5% consentito. Questa «regola d’oro» dovrà assumere la forma di una legge costituzionale o equivalente. I controlli Sarà la Corte di giustizia europea a vegliare sulla corretta trasposizione della «regola d’oro» nelle leggi guida dei vari Paesi. Quelli che non seguiranno questa strada potranno essere portati davanti alla Corte di giustizia europea, anche dagli altri Paesi. In in caso di mancato rispetto la Corte potrà anche imporre multe pari allo 0,1% del Pil. L’importo di eventuali sanzioni sarà riversato nel fondo salva-Stati, Esm. Le sanzioni Nel caso in cui il deficit di un Paese violi le regole virtuose, scatteranno sanzioni semiautomatiche. Gli altri Stati si impegnano infatti ad approvare le raccomandazioni della Commissione Ue, che potranno essere bloccate solo con un voto a maggioranza qualificata rovesciata. Se il debito di un Paese supera la soglia del 60% del Pil, dovrà essere tagliato a un ritmo medio di riduzione pari a un ventesimo all’anno. Tuttavia verrà effettuata una valutazione complessiva dell’andamento del ciclo economico e dei «fattori rilevanti» come richiesto in fase di definizione dall’Italia. I summit Il Patto cambierà anche le modalità di partecipazione ai summit dell’eurozona, che dovranno essere convocati «almeno due volte all’anno». I Paesi che non sono ancora parte della moneta unica ma che sottoscriveranno il Patto vogliono avere la possibilità di essere presenti agli incontri. A guidare la protesta è la Polonia, alle cui richieste si oppone in particolare la Francia. I tempi Il nuovo Trattato, che dovrebbe essere firmato al vertice dell’1 e 2 marzo, dovrà entrare in vigore entro il primo gennaio del 2013, previa ratifica da parte di 12 Paesi dell’eurozona. Poi, entro cinque anni, il Patto di bilancio dovrà essere assorbito nei Trattati europei. Gli aiuti Come voluto dalla cancelliera Merkel, il Fiscal compact sarà collegato con il Trattato istitutivo dell’Esm, il fondo salva-Stati permanente, la cui entrata in funzione sarà anticipata a luglio di quest’anno. Potranno infatti, precisa il preambolo del documento del Patto, fare ricorso all’assistenza finanziaria dell’Esm solo quei Paesi dell’eurozona che avranno ratificato il nuovo Patto di bilancio.