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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

Balotelli surclassa Carlo come principe d’eleganza - Al diavolo la bowler hat da Au­stin Reed, l’ombrello di Brigg, i sarti di Savile row

Balotelli surclassa Carlo come principe d’eleganza - Al diavolo la bowler hat da Au­stin Reed, l’ombrello di Brigg, i sarti di Savile row. L’Inghilterra concede il podio a Mario Balotel­li come uomo più elegante del Regno, alle spalle di Tinie Tem­pah, rapper londinese addobba­to come un sir. Avete letto bene, anzi benissi­mo, non è ancora carnevale an­che se la notizia potrebbe sugge­rire lo scherzo con pernacchia. Non ci sono più i gentleman di una volta, la rivista GQ stravolge la storia, il concetto di eleganza, butta nel Tamigi cravatte, cap­potti, impermeabili e incorona la sciatteria, il grunge , con even­tuale profumo appresso. Balo­telli piace alla gente che non pia­ce, sembra vestirsi al buio ma sa indossare una maglietta, non soltanto quella del Manchester City, come un capo griffato, por­ta jeans strappati ma sono di mo­da alta, anzi altissima sulle sue lunghissime gambe che valgo­no oro, si cinge il collo di monili vari che risaltano sulla sua pelle colore di bronzo, propone capi­gliature improbabili ma sono di tendenza, imitate dal popolo dei fans, di età fresca ovviamen­te. Insomma Mario Balotelli con­solida la fama del bad boy che è anche bed boy considerato il nu­mero di pupe da lui conosciute e frequentate. Ma al tempo stesso spiazza i sudditi della regina, un italiano, e che italiano, al secon­do posto, un altro figlio della Pa­tria al diciannovesimo, Angelo Galasso, stilista di Francavilla Fontana, un anglonostrano al nono, Sergio Pizzorno, chitarri­sta dei Kasabian e tifosissimo, per eredità di padre e di zio, del Genoa al punto da donare la sua preziosa chitarra per raccoglie­re i fondi a favore degli alluviona­ti. Pizzorno e Balotelli vestono fuori da qualunque previsione, non si ha traccia di cravatte e cap­potti nei loro armadi, l’abito non fa il monaco ma nemmeno il calciatore o il musicista. Super-Mario incomincia ad amare un’isola che diceva di non gradi­re perché «mi manca Brescia, mi mancano gli amici». Potrà spara­re fuochi d’artificio nel tinello di casa, potrà ammaccare limousi­ne e supercars, potrà farsi squali­ficare per un mese dopo aver scalciato un avversario, ma quando non gioca a football sem­bra un lord, almeno così pensa­no a GQ . Manca soltanto il titolo di baronetto consegnato a casa Windsor, poi il film del ragazzo terribile sarà da Oscar. La classifica di Gentlemen’s Quarterly, il trimestrale dei gent­lemen, concede colpi di scena continui: Beckham, idolo di un tempo, scivola al tredicesimo posto, il principe Harry va al ven­ticinquesimo mentre suo padre Charles è al cinquantesimo, nes­suna notizia di William sposo, è un brutto momento per Buckin­gham Palace; sorpresa per Char­lie Watts, batterista degli Sto­nes, al ventiduesimo posto, nes­suna menzione per Mick Jagger mentre Elton John difende il suo guardaroba improbabile piaz­zandosi ventesimo. Segnalo an­che che GQ ha individuato l’uo­mo peggio vestito al mondo: è Chris Brown, cantante e attore americano, quello che ha pic­chiato la fidanzata Rihanna a bordo di una Lamborghini, una vettura presente anche nel gara­ge di Balotelli. Ma gli americani, è noto, non sanno vestire.