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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

E se Gesù, un israelita modello, andasse bene anche agli ebrei? - Nel 1954 ebbi occasione di intervistare l’amba­sciatore, accademico di Francia, Paul Clau­del

E se Gesù, un israelita modello, andasse bene anche agli ebrei? - Nel 1954 ebbi occasione di intervistare l’amba­sciatore, accademico di Francia, Paul Clau­del. Alla fine dell’incontro sapendo che venivo da Israele mi disse: «Ora che gli ebrei hanno uno stato daran­no la cittadinanza a Gesù mettendo fine alla sua situazione di “apolide” tanto per gli ebrei che per i cristia­ni ». Mi sono ricordato di que­sta ormai lontana con­versazione leggendo sulla stampa israe­liana che un rabbi­no sta per pubbli­c­areunlibrodalti­tolo Kosher Jesus . Kosher è un termi­ne ebraic­o che indi­ca che l’uso di qualco­sa - specialmente nel campo del cibo e della cucina - è religiosamente permesso. Il rabbino in questione è tutt’al­tro che uno sconosciuto. Si chiama Shmuley Boteach e di lui si è parlato come possibile rabbino capo d’In­ghilterra, una carica di grande pre­sti­gio che generalmente è accompa­gnata dalla concessione del titolo di Lord da parte del monarca britanni­co. Ma Boteach, oltre che grande oratore e un personaggio televisivo di successo, è famoso per i libri che ha pubblicato. Sollevano scandalo nel mondo ebraico non tanto per il lorocontenuto, semprestrettamen­te canonico, quanto per gli argo­menti scabrosi che tocca. Come un testo che ha avuto grande risonan­za intitolato Kosher sex , una specie di Kamasutra ebraico. Kosher Jesus avrà di certo una si­mile rinomanza ma rischia di pro­curargli molti guai nel mondo orto­dosso ebraico dove la questione di Gesù continua a essere, per molti, un tabù anche se in merito sono sta­ti scritti molti libri, soprattutto per smentire la responsabilità della sua morte, sino a non tantissimo tempo fa addossata dalla Chiesa al popolo ebraico. Una delle tesi di Rav Boteach è che dal momento che i cristiani non considerano più gli ebrei come dei nemici è giunta l’ora per gli ebrei di riconoscere quello che Gesù è stori­camente stato: un patriota devoto alla Legge ebraica. «I Vangeli danno una descrizione ab­bellita di Gesù e non si deve dimenticare che l’apostolo Paolo non l’ha mai in­contrato. D’altra parte il fatto che Gesù si sia proclamato Messia ( Cri­stos in greco) non deve turbare gli ebrei dal momento che non c’è nul­la di blasfemo in questo. Io stesso ­dice - potrei farlo e ho spesso inco­raggiato persone a svilup­pare un senso messianico nella loro vita, un desi­derio di salvare il mondo ». Il libro di Boteachcreeràsenzadubbiomolte critiche e discussioni. Ma a questo rabbino le discussioni piacciono. «Ho passato tutta la mia vita fra i cr­i­tici e il Talmud dice che si impara di più dai critici che dai propri tifosi». L’idea cristiana della divinità di Ge­sù è secondo lui­emersa come una delle conseguenze della distruzio­ne del Tempio di Gerusalemme per mano di Ti­to nell’anno ’70. Quando gli ebreilocompren­deranno- dice- al­lora «potranno trar­re ispirazione dagli insegnamenti etici di Gesù, in quanto de­voto ebreo m­artirizza­toperilsuosforzodisol­levare il giogo dell’op­pressione romana dal suo amato popolo».I cri­stiani, dice ancora, sono oggi i nostri migliori amici. È ne­cessario aprire con loro una discussio­ne teologica. Come si può avere un relazione con un amico se non si può parlare della cosa più impor­tante nella sua vita e del più famoso ebreo che è mai vissuto? Per lui Ge­sù è «un rabbino modello». Una af­fermazione per la quale in America molti lo ammirano, altri lo conside­rano un personaggio arrogante. A lui questo non importa. Importa in­vece che Papa Benedetto XVI abbia chiesto una sua fotografia autogra­fata. Così almeno scrive in un suo li­bro.