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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

Anche per Lady Gaga italians do it better: «Voglio un bebè siculo» - Quando sfoggiò la t-shirt con scritto Italians do it better , tutti pensarono alla solita «gagata» (nel senso di stravaganza firmata Lady Gaga); prima di lei lo slogan era già stato sdoganato- anzi, slo­ganato- da Madonna; e prima an­cora di Madonna lo avevano urla­to migliaia di più modeste santa­relline

Anche per Lady Gaga italians do it better: «Voglio un bebè siculo» - Quando sfoggiò la t-shirt con scritto Italians do it better , tutti pensarono alla solita «gagata» (nel senso di stravaganza firmata Lady Gaga); prima di lei lo slogan era già stato sdoganato- anzi, slo­ganato- da Madonna; e prima an­cora di Madonna lo avevano urla­to migliaia di più modeste santa­relline. Lady Gaga è però l’unica (uni­ca?) che ha deciso di passare dalle parole ai fatti: «Voglio farmi inse­minare da un italiano ». Frase non proprio romantica, che però ren­de bene l’idea. La «dichiarazione choc», lanciata da Radio Ibiza (emittente che sta alla musica dan­ce come Radio Maria sta alla mes­sa cantata), è rimbalzata sui siti gossippari di mezzo mondo, isole comprese. A cominciare dalla Sici­lia, visto che la signora Germanot­ta ha puntualizzato con lo stile e la sobrietà che da sempre la contrad­distinguono: «Entro l’anno voglio un figlio da un italiano, possibil­mente un siciliano». La «bizzarra intenzione» - così la definisce l’autorevole Radio Ibi­za- sarebbe stata manifestata dal­la popstar in occasione del lancio del suo ristorante italiano a Manhattan, il «Joanne Trattoria» (specialità della casa: spaghetti al ragù di ketchup e orecchiette alle cime di lime ) progettato in colla­borazione col padre Joseph. I se­gugi di Radio Ibiza però hanno su­bito mangiato la foglia e si sono chiesti: «Che si tratti di uno strata­gemma per fare pubblicità alla nuova attività commerciale?». Ma va? Inoltre gli insider di Radio Ibiza (vale a dire gente come Linus, Al­bertino, Savino e Platinette in ver­sione tapas ) notano argutamente come l’intera operazione ricalchi una vecchia pantomima di Ma­donna dello stesso tenore, riporta­ta - con sprezzo per le bufale - sul­le prime pagine dei quotidiani ita­liani; insomma, Lady Gaga sem­bra proprio non poter fare a meno di emulare quella che lei conside­ra il suo mito. Sempre in tema di storie che puzzano di bruciatic­cio, ce n’è un’altra, credibile co­me la leggenda metropolita dei coccodrilli mutanti nelle fognatu­re di New York: «Per il suo sogno di neomamma Lady Gaga avrebbe contattato famosi ginecologi ita­liani e statunitensi, tra cui Severi­no Antinori». Interpellato sul­l’eventuale contatto, quel dritto­ne del professore Antinori non ha voluto commentare la notizia limi­tandosi a dichiarare: «Non parlo mai dei miei pazienti...»; facendo così capire che tra i suoi «pazien­ti » c’è appunto anche Lady Gaga. Mitico Antinori! Certo è - fa notare l’agen­zia Lapresse - che la Mother monsters , pro­prio come la Material girl , non ha mai na­sc­osto le sue origi­ni italiane e l’amo­re per il Belpaese. L’artista ha sempre di­chiarato di essere molto legata all’Italia e di considerare in particolare la Sicilia come la sua terra: «I miei nonni sono siciliani e sono cresciuta con i loro racconti. In casa ho tantissimi oggetti che mi ricordano le mie origini sicu­le ». A cominciare dal carretto sici­liano sul comò della camera da let­to. Ma una cosa è certa:la storia del­l­’ Italians do it better , sul mercato internazionale, continua a tirare che è un piacere. Non a caso, qual­che anno fa, la sessuologa svedese Milena Ivarsson consigliò alle sue pazienti un po’ depresse di passa­re due settimane in Italia: secon­do lei i «pappagalli» italiani pote­vano essere un’ottima terapia con­tro il malumore. Ma alla Ivarsson rispondono og­gi le sessuologhe italiane, le cui pa­role vorrebbero porre (ma vana­mente) una pietra tombale sul cli­ché dell’ italian stallion : «La pre­sunta disposizione dei latini a con­quistare le donne è ormai solo un luogo comune...». Idem per l’arte del corteggiamento e di tutte le tec­niche a base di ironia, parlantina, complicità e voglia di giocare che facevano (fanno?) del maschio ita­liano l’incontrastato numero uno. A proposito di notizie destituite di fondamento: secondo un son­daggio la «palma d’oro va ai ma­schi milanesi, con una media di 200 rapporti l’anno». Rapporti ver­bali ovviamente, nel senso di ses­so parlato...