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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

Uccisa dal marito: «Partorisci solo femmine» - È l’Afghanistan dei barbari e degli ignoranti. Che affonda le ra­dici in una mondo arcaico e bruta­le, fatto di violenza e abusi di ogni genere

Uccisa dal marito: «Partorisci solo femmine» - È l’Afghanistan dei barbari e degli ignoranti. Che affonda le ra­dici in una mondo arcaico e bruta­le, fatto di violenza e abusi di ogni genere. A pagare più spesso sono le donne: 2.700 i casi denunciati nel 2010. Storay aveva trent’anni: legata dalla suocera e soffocata dal mari­to. È morta perché colpevole- agli occhi della famiglia, di non aver partorito un figlio maschio. Per la terza volta aveva dato alla luce una bambina. Ma questa volta l’ha pagata.Il marito l’aveva avver­tita: «mai più un’altra donna in questa casa». La moglie era rima­sta incinta una terza volta e, dopo due femmine,sperava nell’erede. E invece, tre mesi fa, è nata la terza femmina. Un affronto imperdona­bile. Ecco come ha preso l’uomo la nascita della bimba. Così, con la complicità della madre,l’ha stran­golata. La neonata, che oggi ha due mesi, non è stata ferita. Una storia agghiacciante, avvenuta in un villaggio remoto nella provin­cia settentrionale afghana di Kun­duz. L’uomo, Sher Mohammad, anche lui di 30 anni, aveva minac­ciato diverse volta la moglie. La po­lizia ha arrestato la suocera della vittima ed è alla ricerca del marito che è riuscito a fuggire ed è tuttora latitante. «Viveva in un inferno, non in una casa», ha detto un vici­no della giovane. Il capo della poli­zia del distretto, Sufi Habibullah, sostiene che il giovane ha trovato rifugio presso uno dei boss locali di nome Qadir, alla guida di un commando di 30 uomini armati. «Finchè sarà protetto dal boss lo­cale non potremo arrestarlo», ha detto Habibullah. La responsabi­le del dipartimento per le questio­ni femminili, Nadera Gayah, ha confermato che Sher Moham­mad aveva avvertito diverse volte la moglie che ci sarebbero state conseguenze gravi se non avesse partorito un maschio. Gayah ha definito l’uccisione di Storay il peggior esempio di violenza con­tro le donne mai verificatosi nel Paese. Maulvi Khosh Moham­mad, studioso religioso ha con­dannato il delitto: «È la peggiore forma di crimine e va contro i dirit­ti delle donne garantiti dal­l’Islam ». Ma la storia di Storay è so­lo l’ultimo di una serie di episodi che mette in luce gli abusi sulle donne. Secondo la Commissione indi­pendente afghana per i diritti umani, nel secondo quarto del 2011 sono stati segnalati 1.026 ca­si di abusi. Lo scorso mese il Paese si è commosso davanti alla tragica vicenda della sposa-bambina, pic­chiata e segregata per mesi dal ma­rito dopo rifiuto di prostituirsi. Lo scorso novembre, nella stes­sa provincia, una famiglia afgha­na ha pagato a caro prezzo il rifiu­to di concedere la mano della fi­glia a un uomo ritenuto pericolo­so. In un agguato il marito, la mo­glie e i tre figli sono stati cosparsi di acido. La polizia ha poi trovato i colpevoli: era il pretendente rifiu­tato e suo fratello.