Et.Co., Il Messaggero 01/02/2012, 1 febbraio 2012
QUEI RIMBORSI ELETTORALI CHE DURANO OLTRE LA LEGISLATURA
Il finanziamento pubblico dei partiti avviene sotto forma di rimborso delle spese elettorali. I rimborsi elettorali sono divisi in quattro fondi per il rinnovo del Senato, della Camera, del Parlamento europeo e dei Consigli regionali. Ciascuno dei quattro fondi è ripartito tra i partiti in proporzione ai voti presi. L’accesso alla ripartizione spetta ai partiti che abbiano ottenuto un candidato eletto, ma per le elezioni parlamentari occorre rispettivamente: l’1% su base nazionale per le elezioni della Camera e il 5% su base regionale o un candidato eletto per il Senato. Ciascun fondo è determinato, per ogni anno di legislatura, moltiplicando l’importo di un euro per il numero dei cittadini iscritti nelle liste elettorali nel territorio interessato alla consultazione.
Solo a partire dalla prossima legislatura verrà soppressa la norma che prevedeva la prosecuzione del versamento delle quote annue anche in caso di scioglimento anticipato di Camera, Senato, Regioni. Nel 2010 i rimborsi complessivamente erogati sono stati di circa 285 milioni di euro per effetto anche dei 93 milioni aggiuntivi dovuti alla doppia erogazione dei rimborsi relativi alle Camere in essere e a quelle interrotte, cioè per la somma relativa alle elezioni del 2008 più quella relativa alla legislatura 2006-2008.