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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

Periscopio – A part che the idea of bella figura is propr banal, like there a no more half seasons, but comunq, is apprezzable that famous jurnalìst Beppe Severgnini, almen he, don’t recover completely of shit il solit Schettino, poor disgraziate

Periscopio – A part che the idea of bella figura is propr banal, like there a no more half seasons, but comunq, is apprezzable that famous jurnalìst Beppe Severgnini, almen he, don’t recover completely of shit il solit Schettino, poor disgraziate. Tempi. Tutte le mattine il garzone, con uno squillo di tromba, avvisava le massaie e raccoglieva porta a porta l’impasto del pane da cuocere, tanto che preparare il pane dalle parti di Matera si dice ancora «trombare». Giovani Schiuma, direttore del consorzio di tutela del pane Matera Igp. il venerdì. Monti: Veni, Vidi, Ici. Achille Bonito Oliva. il venerdì. Le partite di calcio ideologiche fra nazioni (come, ad esempio, adesso fra la Germania e l’Italia) mi fanno venire il vomito. Ciascun paese ha le sue miserie e le sue grandezze, l’ignobile e il sublime. Tirarsele addosso è roba da carrettieri dello spirito. Stenio Solinas. Il Giornale. Salva Italia. L’operazione è riuscita, il paziente è morto. Jena. la Stampa. In vena di acrobazie il comandate del Concordia guida la nave contro uno scoglio. E mentre lo scafo affonda tiene per un’ora i passeggeri a bordo anziché evacuarli. Preferisce stare al telefono con l’armatore. Cose da nave dei folli, un tema ricorrente nella pittura Quattro-Cinquecentesca. Il tutto è dominato dalla convinzione,tipicamente italiana, che ci sia sempre una via di uscita. Franco Cordero. Il Fatto. E così di anno in anno, e di ministro / In ministro, io mi scarco / Del centro destro su ’l centro sinistro/ E ’l mio lunario sbarco. Carducci, Canto dell’Italia che va in Campidoglio. C’è un racconto di Dino Buzzati ambientato nel primo febbraio 2008 con una società senile dove sono i vecchi a bastonare gli studenti, 40 anni dopo il ’68 (erano magari gli stessi contestatori di allora; le cronache di oggi parlano di terroristi pensionati). A Buzzati non interessava piacere alle mode e agli intellettuali ma «sognava solo un traguardo: commuovere la gente che mi legge». La gloriosa umiltà di un vero scrittore. Marcello Veneziani. Il Giornale. Tu l’imposta accostata, io il vento che la apre. Odiesseas Elitis alla donna amata in «E’ presto ancora». Donzelli. Ebbi un’infanzia serena fino a quando, nel 1938, Benito Mussolini promulgò le leggi razziali. La mia famiglia era in vacanza in Svizzera. Mio padre intuì subito il pericolo e ci porta tutti in America («qui vogliono farci fare la fine del topo, non si torna più a Milano») E così si prende la prima nave in partenza da Le Havre. Tullia Zevi. Io Donna. Non ho più la macchina. L’ho regalata. Una volta sono riuscito a trovare parcheggio sotto casa: l’ho lasciata ferma per un anno. Oggi mi muovo solo in metropolitana o a piedi. Rocco Papaleo, attore. Io Donna. Se si vuole il bene del nostro paese dobbiamo innanzitutto sottrarlo dal ricatto della grande finanza internazionale. E Monti può farlo. Marco Revelli, pensatore di riferimento della sinistra alla sinistra del Pd. Vita. Quando l’acqua è troppo limpida non resteranno i pesci. Qiu Xialong: «Ratti rossi» Marsilio. E’ diventata una moda tra i giovani esprimere reciproco affetto condividendo la password della posta elettronica, di Facebook o di altri account affinché l’altro legga tutti i proprio messaggi. Per i giovani, la condivisione della password ha il gusto del proibito essendo una cosa sconsigliata dagli adulti. Condividere la password, nei giovani, è come avere dei rapporti sessuali. Matt Richtel. Repubblica. Il nostro a Zelig era l’ultimo numero e andava in onda quando il pubblico era composto da panettieri che facevano colazione, spazzini muniti di video sul camion dei rifiuti, prostitute e viados al ritorno dal, ehm, lavoro. Carlo Pastori, comico del gruppo «I Martesana in corpore sano». Tempi. L’amore a tarda età è il solo che dura: se ti innamori abbastanza vecchia hai la speranza di morire senza averne visto il declino. Non è consolante sapere che, dopo aver visto la fine di tante cose, si possa lasciare qualcosa di vivo dietro di sè? Milena Agus: «Sottosopra». Nottetempo.