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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

Per accontentarli dategli tre o quattro anni di galera – Studenti, se volete evitare un destino da sfigati, rassegnatevi a lavorare sodo fin da giovani

Per accontentarli dategli tre o quattro anni di galera – Studenti, se volete evitare un destino da sfigati, rassegnatevi a lavorare sodo fin da giovani. Meglio ancora: dateci sotto fin da giovanissimi. Evitate di giocare a nascondino e a birilli ma concentratevi sulle tabelline. Mandate a memoria i nomi dei Sette Re di Roma invece che quelli dei Sette Nani. E non sognate di diventare astronauti o pompieri ma avvocati civilisti. * * * A proposito dei Sette Nani: anche gli ex terroristi, trent’anni dopo aver perso la partita con la Strega cattiva del capitalismo, hanno la barba bianca lunga fino a terra, sono sovrappeso, camminano ingobbiti, hanno il fiatone e indossano, come una sorta di cappello verde a cappuccio, il passamontagna. * * * Ormai ridotti a patetici vecchi babbioni, gli ex terroristi vengono arrestati dalla Digos per aver fatto danni (aiutandosi persino con le stampelle, poiché i poveretti si reggono a malapena sulle gambe) nei boschi della Val di Susa. Sorridono spavaldi alle telecamere, come a dire che sono ancora in gamba. Mentono sull’età. Quanti anni mi dà? Settanta? No, sono novantaquattro, caro signore, e posso ancora ballare il tip tap. Non fosse che per farli contenti, poveri vecchietti, e per confermarli nelle loro senili ma innocue fantasie riviluzionarie, dovrebbero dargli almeno tre o quattro anni di galera. * * * Gli edicolanti, dice Lilli Gruber, non saranno più i soli a vendere i giornali, che saranno venduti ovunque, come ha decretato l’Infallibile. Ma questo non condanna le edicole al fallimento: possono sempre vendere videocassette. Quanto ai loro figli, dovesse mancare il pane, mangino brioches. * * * Prima Culo Flaccido, adesso Mezza Cartuccia, alla Buonanima non si fanno sconti, nessuna pietà. Intendiamoci: se a dargli del Culo Flaccido, parlando tra loro al telefono, sono le ragazze del bunga bunga, notoriamente di natica soda, niente da dire. Non sarà una critica costruttiva, e nemmeno ricostruttiva, perché le chiappe non possono essere trapiantate come i capelli, ma è una critica che raggiunge il suo scopo, senza ritorcersi contro chi l’ha lanciata. Umberto Bossi, invece, che dopo l’ictus parla con mezza bocca, e che può far conto solo su una gamba sì e una no, non poteva trovare un insulto che — a differenza di Mezza Cartuccia — non suonasse come una specie d’autocritica? * * * «Quaggiù col tempo si fa la conoscenza d’un fenomeno strano e importante: la propaganda, che certo non è l’arte, ma un’arte al servizio d’uno scopo. [Tuttavia] io credo che gli artisti della propaganda, come avviene nelle corrotte nazioni democratiche in nome del motto l’art pour l’art, arrivino a fare propaganda per il puro gusto della propaganda, la quale è un po’ come un’ossessione, una specie di magia» (Karen Blixen, Lettere da un paese in guerra, in K. Blixen, Dagherrotipi, Adelphi 1995). * * * Per niente «sfigato», anzi, tutt’altro, il braccio destro della ministra piangente Elsa Fornero, il trentacinquenne Michel Martone, «dottorando a 23 anni, ricercatore di ruolo e avvocato a 26, professore associato a 27, professore ordinario a 29», non ha certo perso tempo, la sera, in pizzeria o in discoteca, né tantomeno dietro alle ragazze, ma ha dedicato ogni momento libero a preparare gli esami e a farsi strada nella vita. Per questo oggi è professore e ministro. Per questo e perché (da quel che si legge) una commissione d’esame compiacente gli avrebbe spianato la via maestra d’una carriera universitaria subito prestigiosa. Per questo e perché il suo babbo, l’ex avvocato generale della Cassazione Antonio Martone, potrebbe (sempre da quel che si legge) aver favorito la sua carriera politica, prima al fianco di Renato Brunetta (piegando le gambe, per non sembrare troppo alto) e oggi al fianco di Elsa Fornero (con un ombrello, per ripararsi dalle lacrime). * * * Se a sinistra, Repubblica dixit, regna «il tradizionale caos», a destra c’è «un orrendo spettacolo»: «ambiguità, ipocrisie, colpi bassi, fratricidio». * * * «I francesi tendono a somigliarsi tutti perché sono tutti soldati; i prussiani perché sono tutti qualcos’altro, per lo più poliziotti. Persino gli americani sono tutti eguali, sebbene non sia facile dire che cosa siano. Ma qualunque cosa siano, hanno occhi di falco e una smania capricciosa. Forse sono selvaggi»» (G.K. Chesterton, Una gioia antica e nuova, Marietti 1820 2011). * * * Grazie al Caro Leader, sempre così attento ai nostri bisogni, siamo finalmente diventati un paese civile, in cui si cuoce il pane anche la domenica. È così che si fa salire lo spread, infarinandolo nei dì di festa. Non c’è giornale di sangue blu che si neghi il tripudio. Chiedetevate pane? Eccolo, anche la domenica, quanto ne volete. E se il pane dovesse finire, brioches e biscotti e bigné! Grazie, Caro Leader, per la pena che ti dai nel programmare il nostro futuro. Gloria In Excelsis! Tu accogli le nostre suppliche! Tu pianifichi e panifichi!