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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

A processo il senatore Ciarrapico "Mega truffa sui fondi per l´editoria" – ROMA - Due cooperative intestate a prestanome con cui riceveva, indebitamente, i contributi per l´editoria dalla presidenza del Consiglio dei Ministri

A processo il senatore Ciarrapico "Mega truffa sui fondi per l´editoria" – ROMA - Due cooperative intestate a prestanome con cui riceveva, indebitamente, i contributi per l´editoria dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Una "furbata" da oltre 30 milioni di euro che ha causato all´erario un danno da 45 milioni. Per questa vicenda è stato rinviato a giudizio l´editore e senatore del Pdl Giuseppe Ciarrapico. Con lui anche il figlio, Tullio, e altre dieci persone a cui vengono contestati i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, favoreggiamento, violazione della disciplina e della responsabilità amministrativa delle società, dichiarazione fraudolente mediante uso di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti. La prima udienza è fissata per il 28 giugno davanti al giudice monocratico. Secondo l´accusa, accolta dal gup, il senatore avrebbe costituito due cooperative editoriali, per ricorrere ai fondi. Ad amministrarle, due prestanome ultra ottantenni. Il pubblico ministero non ha dubbi che entrambe le società fossero riconducibili a lui. Tutto è iniziato così: i fondi furono ottenuti «attraverso artifizi e raggiri, consistiti - si legge nel capo di imputazione - nel presentare una falsa situazione di fatto e contabile delle predette società, in particolare fornendo false dichiarazioni relative all´insussistenza delle condizioni di incompatibilità», ossia che «non fruiscano delle medesime provvidenze imprese collegate con l´impresa richiedente, o controllate da essa, o che la controllano, o che siano controllate dalle stesse imprese, o dagli stessi soggetti che la controllano; nonché attestando falsamente che la maggioranza del relativo capitale sociale era posseduta da società cooperativa, quest´ultima risultata, di fatto, svuotata di un seppur minimale potere decisionale». L´editore e senatore del Pdl avrebbe fatto ricorso ai benefici della legge 250/90 con due società diverse ma in realtà, sostiene la procura, si trattava di una sola impresa. E i conti sono presto fatti: le due società hanno permesso, secondo l´accusa, di incassare il doppio di quanto spettava. Non solo: Ciarrapico avrebbe anche operato assieme a propri familiari sui conti correnti nei quali erano stati versati i contributi per l´editoria. Proprio per questo nel maggio 2010 le Fiamme sequestrarono immobili e beni per venti milioni di euro. E proprio per questo, tra sei mesi, siederà al banco degli imputati.