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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

Caro Celentano, perché vuoi censurarci? L’editore Gianluca Barbera scrive al Molleggiato, che dalla Rai pretende assoluta libertà d’espressione

Caro Celentano, perché vuoi censurarci? L’editore Gianluca Barbera scrive al Molleggiato, che dalla Rai pretende assoluta libertà d’espressione. Ma vuole impedire la pubblicazione di un libro che raccoglie le sue interviste Egregio signor Celentano, alcuni giorni fa abbiamo appreso della lettera di diffida con la quale il suo avvocato ci vieta la pubblicazione del libro Celentano talk (una raccolta commentata di tutte le interviste da lei rilasciate negli anni) del giornalista Umberto Piancatelli, la cui uscita è prevista per febbraio. Ovviamente la cosa ci ha sorpreso. Ma, al di là della reazione emotiva, si pongono ora per noi alcune questioni pratiche e morali tra loro strettamente connesse: dobbiamo pubblicare il libro o no? È nostro diritto farlo o non lo è? Si tratta di un tentativo di censura o no? Il profilo morale Il profilo morale non è certamente secondario, anzi parrebbe il punto centrale, tanto più che un suo tentativo censorio contrasterebbe con quanto lei fa e predica da anni. Dalla Rai e non solo, per ogni suo intervento mediatico lei pretende, per contratto, la libertà più assoluta di parola (e in ciò la comprendiamo); ma poi quando si tratta della libertà di espressione altrui, eccola trasformarsi in un potenziale censore. Questo parrebbe un comportamento a dir poco incoerente. Ma non meno importante è la questione se questo tentativo di censura sia legittimato dalla legge o meno. Perché se non lo fosse, se cioè si trattasse solo di una sorta di tentativo di «fare la voce grossa» per «scoraggiare» un piccolo editore dal fare nient’altro che il suo mestiere, allora la cosa sarebbe doppiamente grave: poiché è chiaro che una piccola realtà editoriale come la nostra potrebbe sentirsi intimorita dalla eventualità di affrontare una causa contro un peso massimo come lei. Tanto più che la legge, come spesso accade, non sembra chiara al riguardo; e nemmeno la giurisprudenza. Il nodo giuridico da sciogliere è il seguente: per ciascuna delle interviste presenti nel libro l’au tore ha ricevuto per iscritto il nullaosta degli editori che a suo tempo le hanno pubblicate. Questo parrebbe sufficiente, stando alla lettera della legge. Il parere dei legali Ma di diverso avviso è il suo avvocato, che cita due stralci di recenti sentenze. Va da sé che agiremo nel massimo rispetto della legge: se lei ha ragione, se cioè ha il diritto di impedirci la pubblicazione del libro, ci guarderemo bene dal pubblicarlo. Se invece la diffida che ha inviato travalica i suoi diritti, procederemo senz’altro con la pubblicazione. Ma, comunque andrà a finire, la questione della censura (riuscita o tentata) resterà una ferita aperta.