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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

PERFETTO COMICO DI SINISTRA: EVADE, USA LO SCUDO E SPECULA IN BORSA

Pure stavolta David Riondino è pronto a sfangarla giocando la carta della superiorità morale, sbandierando che lui - come ha dichiarato il suo avvocato - «almeno è a posto con lo Stato, forse ha pagato anche di più». Tanto amor patrio commuove e dovrebbe oscurare la vicenda per cui il comico ha deposto ieri alla IX sezione penale del Tribunale di Roma, cioè la storiaccia di raggiri imbastita da Gianfranco Lande, il «Madoff dei Parioli». Riondino è uno dei nomi di spicco nella lista di celebrità che hanno affidato a questo signore un bel po’ di quattrini onde farli fruttare speculando in borsa, salvo scoprire di aver abboccato a un inganno. Assieme a lui ci sono personaggi come la sua amica Sabina Guzzanti, che si presenterà in aula domani.
I due, in passato, hanno firmato spettacoli televisivi e teatrali, ma nemmeno sfoderando tutto il loro talento satirico sarebbero riusciti a scrivere una sceneggiatura più comica di quella che Riondino sta interpretando. Tanto per la cronaca, il buon David è sempre stato un feroce antiberlusconiano, un uomo di sinistra tutto d’un pezzo che rimpiangeva la vita nelle sezioni del Pci e odiava a morte il Cav. Parlando con Repubblica, nel 1994, disse che «Berlusconi è troppo antipatico e arrogante. È un personaggio umanamente imbarazzante, un uomo col cerone che va in giro a dire ai suoi ospiti statisti che stasera si ciula. (...) Ragiona come una ditta giapponese e ha la mentalità del generale cui tutti devono obbedire, o del manager che vince un’assemblea e caccia i vecchi amministratori». Nonostante l’astio anticapitalista, Riondino non si è fatto troppi problemi a consegnare i suoi soldi a un broker per moltiplicarli attraverso operazioni finanziarie. Proprio lui che risulta - sempre con la Guzzanti - tra i firmatari di un appello a sostegno dell’occupazione del cinema Palazzo a Roma, allo scopo di «sottrarlo alla speculazione». Il denaro fa schifo solo quando lo investono gli altri.
Ieri il cantautore barricadero ha spiegato di aver investito 450 mila euro tra il 1999 e il 2006. Il gruzzolo sarebbe lievitato fino a raggiungere, nel 2009, la ragguardevole cifra di 1 milione e 350 mila euro. E qui arriva il bello. L’antiberlusconiano Riondino decise, in quello stesso anno, di avvalersi dello scudo fiscale voluto dal governo Berlusconi. Motivo per cui pagò ulteriori 65 mila euro per mettersi in regola con il Fisco. Viene da chiedersi dove il comico tenesse i suoi denari in precedenza e se li nascondesse o meno all’occhio indiscreto dell’Erario.
Se David seguisse la logica dei giornali per cui scrive, tra cui il Fatto, dovrebbe fustigarsi da solo guardandosi allo specchio o per lo meno arrancare in ginocchio fino alla scrivania di Marco Travaglio onde implorarne il perdono. Invece ha la faccia tosta di incazzarsi e di fare la vittima. Quando, mesi fa, spuntò il suo nome in relazione alla vicenda del Madoff pariolino, Riondino rilasciò una piagnucolosa intervista al Corriere della Sera, in cui spiegava di essersi fatto abbindolarealla stregua di un grullo, come Pinocchio dal Gatto e la Volpe. Michele Serra, suo sodale sin dai tempi di Cuore, arrivò immediatamente a portargli il soccorso rosso. La sua intervista, spiegò su Repubblica, «mi ha fatto inumidire gli occhi per quanto era serena, intelligente e pulita». Vergò l’elogio del truffato, celebrandone la superiorità morale rispetto agli orridi berlusconiani: «In un Paese che invidia i furbi, e deride gli ingenui, faccio un applauso solitario a David», scrisse. «No, non è un merito perdere quattrini, specie se se ne hanno pochi. Ma è un merito inestimabile sorridere alla sfortuna, allargare le braccia e dire: scusate tanto, ma tra le mie poche virtù la furbizia manca. Poi mi ricordo mio padre: “Guarda che gli onesti, alla lunga, vincono sempre”. Purtroppo non è vero. Ma è vero che, anche quando perdono, perdono meglio»
. Ah, com’è puro, il Riondino. Così ingenuo da aver usufruito dello scudo fiscale pensato dal centrodestra, quello che secondo Repubblica, il Fatto et similia avrebbe aiutato grandi evasori, mafiosi e criminali assortiti a ripulire i capitali sporchi. Ma forse Riondino si è scudato a sua insaputa. Lui voleva semplicemente «creare un fondo pensione», non intendeva «fare grandi speculazioni ». Come no: qualsiasi casalinga, per garantirsi il meritato riposo, consegna i propririsparmi a un Lande affinché li moltiplichi miracolosamente; qualunque operaio si fa scudare i capitali per mettersi a posto la coscienza. E infatti ora l’onesto David Scudino si arrabbia: «Essere demonizzati per essersi messi in regola nonostante la truffa è troppo», ha detto. Precisando: «Sono favorevole agli scudi, è giusto dare la possibilità di regolarizzarsi». Poverino, quei soldi per il fondo pensione li ha addirittura persi. Ma non deve crucciarsi: gli onesti, quando perdono, perdono meglio. E quando speculano, speculano meglio. E quando scudano, poi... Ah, come scudano loro non scuda nessuno