Marco Alfieri, La Stampa 31/1/2012, 31 gennaio 2012
Blitz anti evasione tra i ricchi di Cortina e Portofino e tra ristoranti, discoteche e bar di Milano ma, sotto il Po, solo l’incursione romana in via Condotti
Blitz anti evasione tra i ricchi di Cortina e Portofino e tra ristoranti, discoteche e bar di Milano ma, sotto il Po, solo l’incursione romana in via Condotti. Cosa aspetta la Finanza a stanare l’enorme nero nel sud Italia?», dicono maliziosi dalla Confartigianato di Treviso. Nel frattempo la pesca miracolosa dell’operazione «movida» ha dato frutti abbondanti, stanando molta evasione. Nei 115 locali milanesi controllati dall’Agenzia delle Entrate si è registrato un «aumento sensibile degli incassi» rispetto al sabato precedente (+44%), con punte del 200% in un noto locale del centro. Centosedici invece i lavoratori in nero scovati dagli agenti del fisco, in attesa dei risultati sulle 160 auto di lusso fermate l’altra notte. Eppure la nuova spinta antievasione impressa dal governo Monti sembra riaccendere l’eterno dualismo nordsud. Nelle grandi province industriali Equitalia e agenti del fisco sono i nuovi totem da abbattere. «Controlli fiscali non solo al nord», ha tuonato ieri Roberto Formigoni. Che ci sia bisogno di una lotta a tappeto lo dicono i numeri. Se nel nord produttivo (31mila euro di Pil pro capite) si evade di più in valore assoluto, sotto Roma (17.900 euro di Pil) è incomparabilmente più alta la propensione pro capite a fare «nero». Su 100 euro di imposte versate il livello di evasione cresce sensibilmente più si scende lo Stivale: 65,3 euro in Calabria, 51,3 in Campania e 50,9 in Sicilia le 3 regioni a più alta penetrazione mafiosa, dove una quota importante di Pil è intermediata dalla criminalità organizzata - contro i 18,1 euro evasi dalla Lombardia, i 18,2 del Lazio (causa alta percentuale di dipendenti statali), il 20,1 del Piemonte e il 21,5 del Veneto. Un dato confermato dalla discrepanza tra redditi disponibili e consumi calcolati da Unioncamere/Centro studi Sintesi, mettendo in fila una serie di indicatori che «formano» il tenore di vita: consumi alimentari, di energia elettrica, autovetture, depositi bancari e abitazioni di pregio. Fatta 100 la media italiana sono proprio le regioni del sud a registrare un indice negativo (compreso tra 48 e 58), a riprova che il benessere reale è ben più alto del reddito medio dichiarato. Si tratta di un problema antico. Perché l’Italia del Dopoguerra è un Paese che fonda il proprio accumulo di benessere su un patto scellerato: un settore pubblico inefficiente usato da ammortizzatore sociale - uno stipendio sicuro a tutti pur di alimentare il circuito dei consumi -; un settore privato e di piccola industria a cui si concede, quasi a compensazione, il vizietto dell’evasione. Col tempo la prassi degenera: il piccolo «nero» di provincia si fa grande evasione, coinvolgendo fette sempre più larghe di popolazione. Dai baby pensionati ai doppiolavoristi del pubblico impiego e delle grandi aziende private, dagli studenti che lavorano a nero nei locali alle casalinghe che fanno i mestieri, dagli insegnanti che danno lezioni private agli operai dei distretti che arrotondano fuori busta fino ai comparti invisibili (tessile-abbigliamento, edilizia, agricoltura) del meridione. Una grande torta avariata che sottrae al fisco 130 miliardi l’anno per oltre 3 milioni di lavoratori irregolari. Finché il patto improprio ha funzionato ha prodotto ricchezza per tutti. Poi con l’ingresso in Europa, la crisi e la concorrenza globale il Bengodi è finito con le due Italie, nord e sud, che tendono a convergere verso un perverso partito unico dell’evasione. Lo conferma il Sole24Ore: nel 2009 gli italiani hanno dichiarato al fisco redditi per 783,2 miliardi ma hanno fatto acquisti per 918,6. «Di fatto, ogni 100 euro registrati nel modello Unico e nel 730, ne sono stati spesi 117, con punte vicine a 140 in Calabria e Sicilia». Una forbice che negli ultimi anni si va riducendo: il rischio evasione infatti aumenta al nord (dal 7,5 all’8,9% in Lombardia) e decresce al sud (dal 41 al 30% in Campania). In attesa di altri blitz. Magari in tutta Italia.