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 2012  gennaio 19 Giovedì calendario

LA CONTESA DI ERCOLE E APOLLO

Il museo nazionale etrusco di Villa Giulia è finalmente completato e vi si potranno ammirare i tesori di Veio, fino ad oggi relegati in gran parte nei depositi. Le quattro sale che concludono il progetto di ampliamento iniziato nel 1996 sono infatti dedicate alle splendide statue di terracotta policroma della fine del VI secolo, che ornavano uno dei templi più venerati d’ Etruria, scavato a Portonaccio, presso Isola Farnese. Ma anche agli straordinari corredi rinvenuti nel corso del Novecento nelle necropoli di uno dei grandi centri dell’ Etruria meridionale, la cui storia è intrecciata fin dalle origini a quella di Roma, grande rivale latina lungo il corso del Tevere. Ma con rituali spesso simili, come si può vedere nel corredo della tomba del Re Sacerdote, composto da un armamento in bronzo che coincide con quello dei sacerdoti Salii, sacri a Marte e ed operanti nella Roma di età regia, come testimonia Livio. Ad essi era affidata la celebrazione di processioni che aprivano e chiudevano il periodo dedicato alla guerra. Come funzionasse il rituale, si può vedere nel pannello adiacente alla teca della tomba, in cui la soprintendente Anna Maria Moretti e la curatrice dell’ allestimento Francesca Boitani hanno fatto disegnare la processione con i celebranti che trasportano a spalla gli scudi bilobati, usati come gong per dare il segnale di avvio o di fine. Questi scudi bilobati in bronzo, che giacciono sotto vetro, furono ritrovati nel 1915 e fino al 2001 hanno dormito nei depositi, ancora incastonati nella zolla di terra che li aveva conservati per millenni. Figurano nell’ esposizione anche ritrovamenti recenti, come la tomba principesca della necropoli di Monte Michele e il corredo delle più antiche tombe etrusche dipinte, come la tomba dei Leoni Ruggenti o quella delle Anatre. Ma il colpo d’ occhio più emozionante è offerto dal celebre gruppo di Ercole e Apollo, che per la prima volta sono esposti uno di fronte all’ altro, in modo da far risaltare la contesa per il possesso della cerva dalle corna d’ oro sacra ad Artemide. E nel contrasto si accentuano da una parte la carnalità vigorosa di Ercole, dall’ altra la leggiadria spirituale di Apollo. Le collezioni storiche dei centri dell’ Umbria e del Latium Vetus, che una volta occupavano queste sale, sono state invece spostate a Villa Poniatowski, pochi metri più in là, in un allestimento che dialoga con le decorazioni neoclassiche della Villa e con le bellissime teche che furono del celebre museologo Franco Menissi e che Moretti ha fatto restaurare.
Lauretta Colonnelli