Diego Gabutti, ItaliaOggi 28/1/2012, 28 gennaio 2012
Proletari di tutto il mondo, pretendete lo scontrino – Un tempo, dovendo scegliere tra sindacato e governo, Lilli Gruber avrebbe abbracciato a colpo sicuro la causa dei lavoratori e cantato il suo allons enfants de la Patrie/le jour de gloire est arrivé
Proletari di tutto il mondo, pretendete lo scontrino – Un tempo, dovendo scegliere tra sindacato e governo, Lilli Gruber avrebbe abbracciato a colpo sicuro la causa dei lavoratori e cantato il suo allons enfants de la Patrie/le jour de gloire est arrivé. Ma adesso, quando la segretaria della Cgil Susanna Camusso accusa il governo bocconiano di voler affamare il popolo, affermazione certamente iperbolica ma non più esagerata del solito, la Gruber storce il nasino e non crede, poverina, alle sue orecchie. Come si fa a non amare il Caro Leader? Se i lavoratori hanno un padre, questo padre è Lui, il Caro Leader. Proletari di tutto il mondo, pretendete lo scontrino fiscale dai bottegai, tirate la cinghia, imparate il tedesco e denunciate per sospetta evasione il dentista del terzo piano e unitevi intorno al Caro Leader. * * * Cari italiani, quando la sera tornate a casa, fate una carezza sulla testa dei vostri scontrini, e dite loro che questa carezza è da parte del premier. Dite loro che il premier li ama, e che pensa al loro futuro. * * * «Il secolo scorso era uno strepitare esplosivo dell’idea e della parola “collettivo”. Gli specialisti di preistoria andavano insegnando che l’età mitica era finita, che iniziasse quella sociale era opinione dei sociologi, anzi, l’età razzista, schiamazzava il Terzo Reich, mentre il centro di studi orientali faceva intravedere un futuro attivo, capace d’eseguire obblighi, progressista e costruttivo. Non si sapeva da che parte volgersi con tutte queste definizioni di “collettivo”» (Gottfried Benn, Doppia vita. Autobiografia, Sugar 1967). * * * Adesso che la magistratura italiana indaga sulle agenzie di rating, colpevoli fino a prova contraria (come si usa da noi) d’aver manipolato i mercati con false notizie a proposito dello stato della nostra economia, non si potrebbero mettere sotto accusa anche gli astrologi, che manipolano l’esistenza di chi è nato sotto il segno dei pesci o del canchero con previsioni e consigli insensati? Non sarebbe una cattiva idea portare in tribunale, tra due carabinieri, anche i commentatori politici, che si sforzano di mettere in cattiva luce i politici di cui non condividono le idee mentre esagerano le virtù dei politici di cui invece approvano le idee. E i critici cinematografici come si permettono di parlare bene d’un film e male d’un altro? E i tifosi di calcio vi sembrano imparziali? * * * Qualcuno ricorda Oliviero Diliberto, l’arcibolscevico? Be’, era un dinosauro quando voleva rifondare il comunismo, e adesso che ritenta la sorte proponendo un cartello elettorale di «forze a sinistra del Pd» (tra le quali annovera l’Italia dei valori, che sarebbe un po’ come se Lenin avesse fatto la rivoluzione d’ottobre col permesso dell’Okhrana, la polizia politica zarista, cosa che tuttavia, a pensarci, potrebbe essere successa davvero) deve sembrare un dinosauro agli stessi dinosauri. E tirare anche a lui un meteorite in testa? * * * «Levato il velo, mi guarda attentamente./Le chiedo: “Dettasti a Dante tu/l’Inferno?” Risponde: “Io”» (Anna Achmatova, La musa, 1924, in A. Achmatova, La corsa del tempo, Einaudi 1992). * * * Quando uno sfortunato teppista, sfortunato perché ci lasciò la pelle, teppista perché agì come tale, lanciò un estintore contro un’auto della polizia circondata da noglobal inferociti, e un poliziotto dall’interno della camionetta reagì sparando, per la stampa devota il criminale era il poliziotto e il teppista la vittima. Adesso, quando la polizia di bin Loden tratta i pescatori siciliani in Piazza Montecitorio come nemmeno la «famigerata polizia» del ministro Scelba trattava i lavoratori negli anni cinquanta, le vittime sono i poliziotti, forse perché quasi si slogano le braccia per bastonare i pescatori, mentre i teppisti sono i siciliani — tutti mafiosi, tutti all’obbedienza dei mammasantissima — perché hanno osato contestare la gravitas, direbbe Barbara Spinelli, del Caro Leader. * * * «Quanti “Liberate Angela Davis”_ Nei meetings, nei titoli da noi, e proprio qui su decine di stendardi, su decine di pennoni, lungo l’Unter den Lindem e intorno all’Alexanderplatz: come fu ripetuto, quello slogan, molto più di qualunque “Liberate” la Polonia e la Cecoslovacchia e l’Ungheria e la Ddr stessa e la Romania e la Bulgaria, messe insieme_ Ma non vedevano proprio? Non capivano niente?» (Alberto Arbasino, Il crollo del muro, in A. Arbasino, La caduta dei tiranni, Sellerio 1990). * * * Come avrebbero reagito politici e giornalisti illuminati se la polizia, con un blitz notturno, quando al governo c’era ancora la Buonanima, avesse arrestato 26 bravi giovani, la nostra meglio gioventù, per aver partecipato ai tumulti in Val di Susa il 3 luglio scorso? Be’, avrebbe reagito con editoriali infuocati, interrogazioni parlamentari, manifestazioni di piazza. È successo sotto il governo del Caro Leader. E la reazione qual è stata? Sospiri, smorfiette, sorrisi. Diego Gabutti