Viviane Reding, la Repubblica 27/01/2012, 27 gennaio 2012
SE A CONTROLLARE I NOSTRI DATI SIAMO NOI
Vi siete mai chiesti cosa succede ai vostri dati personali quando li inserite online per prenotare un viaggio aereo? Siete sicuri di poter cancellare una foto caricata su un sito di social network? Sapete a chi rivolgervi in caso di dati rubati o usurpati? Molti europei si pongono gli stessi interrogativi. Pur essendo consapevole della crescente importanza di Internet nella vita di tutti i giorni, il 72% degli internauti (e il 74% degli internauti italiani) teme di divulgare troppe informazioni personali.
Inoltre, solo il 26 % degli utenti europei di social network (il 34 % degli utenti italiani) e il 18% di chi effettua acquisti online (il 28% in Italia) ritiene di avere il pieno controllo dei propri dati.
Attraverso i social network, o gli smart phone, che ci indicano il ristorante più vicino, le tessere intelligenti, che contengono i nostri dati sanitari sensibili, lasciamo tracce "digitali"a ogni piè sospinto. Questo "mondo nuovo digitale" rende necessario un pacchetto di solide regole per la protezione di dati. In Europa, la direttiva sulla protezione dei dati del 1995 è stata una pietra miliare nella protezione della privacy e dei dati personali. Ma la diversa attuazione normativa negli Stati membri ha dato luogo ad alcune lacune nella protezione dei dati, con diversi gradi di tutela a seconda del luogo di residenza o dell’acquisto di beni e servizi. Le norme in vigore devono essere aggiornate, perché risalgono a un’epoca in cui solo una percentuale minima dei dati circolava su Internet; si pensi solo che Mark Zuckerberg, l’inventore di facebook, nel 1995 aveva appena 11 anni. Per proteggere i dati personali in modo più efficace, la Commissione europea proporrà questa settimana una riforma generale della materia.
Le nuove regole consentiranno a chiunque di controllare meglio i propri dati personali e di accedervi più agevolmente. Saremo anche più informati su cosa accade alle nostre informazioni personali una volta che decidiamo di condividerle. Le proposte puntanoa garantire la protezione delle informazioni personali a prescindere da dove vengono spedite o archiviate, anche esternamente all’UE, visto che molti dei siti interessati hanno sede al di fuori dell’Unione. Cosa cambia in concreto? Avremo un unico corpus di norme in materia di protezione dei dati, applicabile in tutti i 27 Stati membri dell’UE. I cittadini europei avranno facile accesso ai propri dati e saranno in grado di trasferire dati da un operatore all’altro. Le nostre foto, i nostri video e i nostri contatti apparterranno solo a noi, non alla società sul cui sito carichiamo il nostro profilo. Con una semplice richiesta, tutte le informazioni di carattere personale dovranno essere restituite in un formato comune che consenta un agevole trasferimento a un altro operatore. È una questione di concorrenza leale.
Verrà sancito un "diritto all’oblio" per fronteggiare al meglio i rischi della protezione dei dati online.
Se lo desidereremo, potremo dunque decidere di eliminare i nostri dati, a condizione che non esistano motivi legittimi che ne richiedano la conservazione. Immaginiamo ad esempio di aver postato una foto imbarazzante su un social network, e che domani abbiamo un importante colloquio di lavoro; vogliamo cancellare la foto: grazie alle nuove norme questo sarà un diritto reale, e non più un mero principio. Il singolo cittadino avrà il controllo completo sui propri dati; attenzione, questo non significa però che potremo cancellare eventi passati dai giornali o limitare la libertà di stampa! Inoltre, in base alle nuove norme, il consenso al trattamento dei propri dati deve essere espresso in modo esplicito e in piena cognizione di causa. E in caso di dati rubati, perduti o piratati si avrà il diritto di esserne informati al più presto, non oltre 7 giorni.
Per le imprese le nuove norme significheranno meno burocrazia e una maggiore certezza del diritto; ove possibile, saranno eliminati gli inutili obblighi di notificazione cui sono soggette. Il loro referente sarà un un’autorità nazionale unica per la protezione dei dati nel paese UE in cui hanno la propria sede principale. I cittadini potranno dunque navigare online con fiducia e godere appieno dei vantaggi offerti dagli acquisti on-line, usare le nuove tecnologie o condividere informazioni con amici in tutto il mondo. Il luogo di residenza, l’ubicazione del server o la sede centrale di una società non faranno alcuna differenza. Questo clima di fiducia rafforzata contribuirà, a sua volta, alla crescita delle imprese, consentirà loro di sfruttare i vantaggi del mercato interno e di servire meglio i consumatori in tutta Europa, grazie a trattamenti più sicuri dei loro dati personali a costi inferiori. Un particolare non da poco, in questi tempi difficili.
L’autore è vicepresidente della Commissione Europea e commissario europeo alla giustizia