Aldo Fontanarosa, la Repubblica 27/01/2012, 27 gennaio 2012
Rivoluzione nel telecomando il Tar cambia l’ordine dei canali – ROMA - Non trova pace il telecomando della televisione digitale terrestre
Rivoluzione nel telecomando il Tar cambia l’ordine dei canali – ROMA - Non trova pace il telecomando della televisione digitale terrestre. Dopo la raffica di ricorsi e sentenze del 2011, il 2012 si apre con una nuova pronuncia del Tar del Lazio che cancella la numerazione dei canali come il Garante delle Comunicazioni (AgCom) l’aveva decisa nel luglio 2010. L’ordine dei canali, quello che avete visto fino a ieri sera sul televisore di casa, è "fuori legge". I giudici del Tar accolgono così il ricorso che l’avvocato Ottavio Grandinetti ha presentato - per conto di Sky - contro la delibera del Garante numero 366 del 2010. Nel luglio del 2010, con questa delibera, il Garante aveva assegnato i primi tre numeri del telecomando a RaiUno, Rai Due e Rai Tre. Quindi aveva collocato Canale 5, Italia 1 e Rete 4 (del gruppo Mediaset). Infine le due reti di Telecom: La7 ed Mtv. In nona posizione ecco Deejay Tv. Dal numero 10 al numero 20 del telecomando, erano sistemate le "locali" dal maggiore ascolto. E solo dalla posizione 20 alla 70, gli altri canali nazionali. Tra cui Cielo, che ha segnato l’esordio di Sky sul digitale terrestre. Per giustificare questa sistemazione, il Garante aveva creato due categorie: i canali generalisti ex analogici (dentro cui sono rientrati RaiUno, Rai Due, Canale 5, La7 e gli altri) e i canali semigeneralisti che non erano attivi nell’era analogica (come appunto Cielo). L’impostazione avrebbe creato - secondo il Tar del Lazio - una prima indebita discriminazione nei confronti di Sky e un vantaggio per gli editori storici (come Rai e Mediaset). Il Tar non condivide, poi, una seconda scelta del Garante: quella di sistemare (dopo i primi 9 numeri) le emittenti regionali. Questa seconda scelta ha accentuato la distanza, sul telecomando, tra i primi 9 canali (Rai, Mediaset, Telecom) e Cielo, finito oltre quota 20. Il Garante per le Comunicazioni prepara già il ricorso contro la sentenza del Tar del Lazio. Il film, d’altra parte, siè già visto nel 2011. Nel 2011, il Tar del Lazio ha bocciato una prima volta la numerazione del telecomando accogliendo il ricorso di alcune emittenti locali (siamo a luglio). Ma poco dopo il Consiglio di Stato è intervenuto per "salvare" le regole scritte dal Garante. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che le regole del Garante, per quanto imperfette, andavano confermate, visto il momento particolare. Nel secondo semestre del 2011, si preparavano ad adottare il digitale terrestre alcune regioni molto popolose (come Liguria, Toscana, Umbria e Marche). La transizione al digitale sarebbe finita certo in un vicolo cieco se le norme sulla numerazione fossero state azzerate. Ora arriva,a inizio 2012, la nuova bocciatura del Tar. E la telenovela legale si arricchisce di una nuova puntata.