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 2012  gennaio 26 Giovedì calendario

Quant’è hi tech il terremoto – La tecnologia alla portata di tutti ormai si occu­pa anche dei terremoti

Quant’è hi tech il terremoto – La tecnologia alla portata di tutti ormai si occu­pa anche dei terremoti. Sia in modo serio sia attra­verso la pubblicità. Nell’era degli smartphone e dei tablet, infatti, si può diventare anche sismolo­gi per hobby. L’università di Berkeley, in Califor­nia, ha messo a punto un’applicazione per iPho­ne in grado di misurare l’attività sismica. Almeno secondo i ricercatori che l’hanno inventata. E poi resa disponibile, gratuitamente, sullo store virtua­le di Apple. L’idea alla base di iShake è quella di cre­are un dispositivo mobi­le alla portata di tutti e tra­sformarlo in una vera e propria stazione di raccol­ta dati sulle vibrazioni del suolo. Il funzionamen­to del programma è molto semplice: è sufficiente far partire la app quando il cellulare è appoggiato su un piano. Quando la Terra comincia a tremare, iPhone non fa altro che inviare i dati raccolti al ser­ver del­l’università americana che a sua volta gene­ra una mappa. Che poi viene pubblicata e può es­sere subito vista da qualunque utente sull’iShake Visualizer. Un’applicazione simile è stata svilup­pata in Italia: si chiama Ingv ed è opera dei ricerca­tori dell’Istituto nazionale di Geofisica. Non ha la pretesa di misurare i terremoti ma può essere uno strumento utile per saperne di più. Si diceva della pubblicità. Twitter, il social network più amato dai fanatici del «tempo reale», si pubblicizza in America per l’appunto con lo slo­gan «twitter, più veloce del terremoto». Nel video promozionale che ricorda che terremoto del 23 agosto ci ha messo 30 secondi a viaggiare da Washington a New York si vede un ragazzo seduto a un tavolo che riceve un messaggino. Lo legge e subito solleva dal tavolo la tazza di caffè che stava sorseggiando. E mentre il caffé viene salvato, tutto il resto crolla a causa della scossa preannunciata via twitter.