Giovanni Vegezzi, Il Sole 24 Ore 26/1/2012, 26 gennaio 2012
FACEBOOK SEMPRE PIÙ VICINA ALL’IPO - C’è
ancora qualche incertezza ma tutti i segnali dicono che la quotazione è imminente. Facebook, il popolare social network che si prepara a sbarcare in Borsa, ha sospeso per tre giorni le contrattazioni sul mercato grigio dove, in attesa dell’Ipo, vengono scambiati i suoi titoli. La decisione ha moltiplicato la fibrillazione nella comunità finanziaria di Wall Street che si prepara ad accogliere una delle maggiori offerte pubbliche della storia Usa. La misura presa dal sito (che vorrebbe rastrellare sul parterre di New York 10 miliardi di dollari, che valorizzerebbe la società quasi 100 miliardi) non implica, infatti, un rallentamento del processo di quotazione, anzi. Secondo gli operatori è comune fra grandi società non quotate la pratica di fermare le contrattazioni: in un mercato opaco come quello grigio questo permette di fare il punto sulla situazione dell’azionariato. Una mossa che nel caso di Facebook costituirebbe l’ultima sosta prima della corsa verso Wall Street. Alcune società, intatti, sospendono le contrattazioni appena prima di presentare richiesta di ammissione al mercato, in modo da evitare ulteriori scambi prima che tutte le informazioni siano diventate pubbliche. Il termine previsto da Facebook scade il 27 gennaio e questo significa che il "filing" con richiesta di quotazione potrebbe arrivare a momenti.
In attesa del grande passo, i riflettori sul social network non sono accesi solo negli Usa. Secondo uno studio Deloitte l’importanza della più grande rete sociale al mondo (con oltre 800 milioni di iscritti) è tutt’altro che marginale anche nel Vecchio Continente. Il sito nel 2011 ha generato, infatti, nei 27 Paesi della Ue e in Svizzera un giro d’affari di 15,3 miliardi permettendo la creazione di 232mila posti di lavoro se si considera l’indotto. La società di consulenza, per il calcolo, ha tenuto conto dell’impatto economico indiretto innescato dalla diffusione del social network e dalla nascita di nuove figure lavorative: dallo sviluppatore di Internet, all’esperto di media su web passando per il consulente di marketing sulla rete. Secondo questi dati Facebook avrebbe generato in Italia un giro d’affari di 2,5 miliardi, stessa cifra che in Francia e appena inferiore ai 2,6 miliardi creati in Germania e Regno Unito.
Non stupisce, di fronte a questi numeri, che le banche d’affari si stiano contendendo il ruolo di advisor nell’imminente Ipo. Al momento in pole position sembra esserci Morgan Stanley, molto attiva nel portare in Borsa diverse società del mondo internet. La banca punta così a sorpassare Goldman Sachs che aveva curato il collocamento privato realizzato nel 2011, ma che ora sarebbe in rapporti piuttosto freddi con i manager di Facebook.